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Sabato 13 novembre 2021 - 21:54

Cop26, l’accordo imperfetto: adottato il Patto sul Clima di Glasgow

Molta delusione ma tutti i 197 Paesi hanno sottoscritto l'accordo

Cop26, l’accordo imperfetto: adottato il Patto sul Clima di Glasgow
Roma, 13 nov. (askanews) – Meglio un accordo imperfetto che nessun accordo. Con questo spirito, e molta delusione, la conferenza Onu sul clima Cop26 ha approvato il Patto sul Clima di Glasgow, compresa una modifica sull’uscita dal carbone chiesta da India e appoggiata dalla Cina, che hanno ottenuto che nel testo si parli di “riduzione graduale” invece che di “eliminazione graduale” dell’uso del carbone. Un intervento a gamba tesa dell’ultimo minuto che ha fatto infuriare molti delegati, compresa l’Unione europea.


Il presidente della Cop26 Alok Sharma si è detto “profondamente dispiaciuto” per la modifica: “Comprendo la profonda delusione, ma è vitale proteggere questo pacchetto”, ha detto Sharma prima che il Patto sul clima di Glasgow venisse approvato, in un momento di chiara difficoltà in cui è parso sull’orlo del pianto.



“Il risultato della Cop26 è un compromesso, che rispecchia gli interessi, le contraddizioni e lo stato della volontà politica nel mondo di oggi. È un passo importante, ma non basta”, ha commentato il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “E’ tempo di entrare in modalità di emergenza. La battaglia per il clima è la battaglia delle nostre vite e questa battaglia deve essere vinta”, ha aggiunto.


Secondo l’inviato speciale americano per il clima, John Kerry, il piano “rafforza le ambizioni” a livello mondiale e “non si può permettere che l’ottimo sia nemico del buono”.



L’accordo conferma l’obiettivo di limitare a 1,5 gradi centigradi il riscaldamento globale, rispetto ai livelli pre-industriali, obiettivo per il quale è necessario garantire significative riduzioni delle emissioni globali di gas serra, con emissioni zero entro il 2050.


Il documento finale chiede quindi di “accelerare gli sforzi verso la riduzione graduale dell’energia a carbone” e di “eliminare gradualmente” i sussidi ai combustibili fossili, fornendo al contempo un sostegno mirato ai paesi più poveri e vulnerabili, in linea con i contributi nazionali, e riconoscendo “la necessità di sostegno verso una transizione giusta”.



Ai paesi che sottoscrivono l’accordo viene chiesto di “rivedere e rafforzare” i loro obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030 entro la fine del 2022, “tenendo conto delle diverse circostanze nazionali”.


E ai paesi ricchi si chiede di “almeno raddoppiare” entro il 2025, rispetto ai livelli del 2019, i finanziamenti per sostenere l’adattamento dei paesi in via di sviluppo.


“La Cop26 è finita. Ecco un breve riassunto: Bla, bla, bla. Ma il vero lavoro continua fuori da questi saloni. E noi non ci arrenderemo mai, mai”, ha scritto su Twitter l’attivista svedese Greta Thunberg.


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