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Lunedì 6 settembre 2021 - 08:33

Clima, appello di 220 riviste mediche: non rinviare misure “urgenti”

Intervenire malgrado il Covid-19, si rischiano "danni catastrofici"

Clima, appello di 220 riviste mediche: non rinviare misure “urgenti”
Roma, 6 set. (askanews) – Nonostante la pandemia di Covid-19, il mondo non può rimandare le misure “urgenti” da adottare contro il riscaldamento globale e la distruzione della natura, che minacciano la salute umana: è quanto sostengono oggi le principali riviste mediche del pianeta, in un editoriale senza precedenti. “La salute è già alterata dall’aumento della temperatura globale e dalla distruzione della natura”, scrivono i redattori di una ventina di riviste prestigiose tra cui Lancet, British Medical Journal e National Medical Journal of India.


Con un aumento della temperatura di circa 1,1°C rispetto all’era preindustriale, le conseguenze per la salute umana sono già significative. “Le temperature più elevate hanno portato ad un aumento della disidratazione e dei problemi renali, dei tumori maligni della pelle, delle infezioni tropicali, dei problemi mentali, delle complicazioni della gravidanza, delle allergie e della mortalità, e della morbilità cardiovascolare e polmonare”, si sottolinea in questo editoriale pubblicato su 220 riviste mediche. Per non parlare del calo della produzione agricola che rallenta gli sforzi contro la malnutrizione, si aggiunge.



E queste conseguenze, che colpiscono ancora più duramente i più vulnerabili (minoranze, bambini, le comunità più povere…), sono solo l’inizio, si aggiunge in questo editoriale. Un riscaldamento a +1,5°C – soglia che potrebbe essere raggiunta intorno al 2030 secondo un rapporto pubblicato all’inizio di agosto -, e la continua perdita di biodiversità “rischiano di provocare danni catastrofici e irreversibili alla salute”.


“Nonostante la legittima preoccupazione per il Covid-19, non possiamo aspettare che la pandemia finisca per ridurre rapidamente le emissioni di gas serra”, insistono gli autori di questo appello, a due mesi dalla conferenza sul clima della delle Nazioni Unite a Glasgow.



“I rischi del cambiamento climatico potrebbero eclissare quelli di qualsiasi malattia. La pandemia di Covid-19 finirà, ma non esiste un vaccino contro la crisi climatica”, ha affermato da parte sua il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus in una nota, osservando che “ogni misura adottata per limitare le emissioni e il riscaldamento ci sta avvicinando a un ambiente più sano e futuro più sicuro”.


Riferendosi alle somme “senza precedenti” spese durante la pandemia, le riviste mediche chiedono quindi un massiccio aumento dei finanziamenti per la protezione del pianeta e ne evidenziano gli effetti positivi a cascata. “Una migliore qualità dell’aria da sola fornirebbe miglioramenti della salute che compenserebbero facilmente il costo complessivo della riduzione delle emissioni”, affermano gli autori.



Al di là del denaro, le riviste chiedono un “cambiamento fondamentale nel modo in cui le nostre società ed economie sono organizzate e nel nostro modo di vivere”: revisione dei sistemi di trasporto, città, produzione e distribuzione alimentare, mercati finanziari, sistemi sanitari “e altro”. “Il 2021 deve essere l’anno in cui il nostro pianeta cambia rotta: la nostra salute dipende da questo”, ha insistito Fiona Godlee, caporedattrice del BMJ, e co-autrice dell’editoriale.


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