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Martedì 17 agosto 2021 - 15:51

Uzbekistan in prima fila per misure sistemiche sviluppo sostenbile

Presidente Mirziyoyev propone "Agenda Verde" per la regione

Uzbekistan in prima fila per misure sistemiche sviluppo sostenbile
Roma, 17 ago. (askanews) – I Paesi dell’Asia centrale sono fra i più vulnerabili ai disastri ambientali, con un aumento stimato della temperatura media entro il XXI secolo di sette gradi centigradi: per questo motivo l’Uzbekistan è in prima fila per l’adozione di misure sistemiche per uno sviluppo sostenibile.


Nel 2030, come ricorda Marat Aitov, capo dipartimento dell’istituto per gli studi strategici e regionali della presidenza della Repubblica uzbeka, il deficit idrico potrebbe raggiungere i sette miliardi di litri, e i 15 miliardi alla metà del secolo; nello stesso periodo si stima una crescita della popolazione fino a 39 milioni di persone, con un richiesta di acqua potabile che potrebbe aumentare del 20%.



Negli ultimi quattro anni l’Uzbekistan ha quindi approntato diversi documenti per la pianificazione strategica – fra gli alri “The concept of environmental protection till 2030”, “The Strategy for the transition of the republic to a “green” economy for the period 2019-2030″, “The Strategy for the management of solid household waste for the period 2019-2028”, “The Concept of development of the water sector of Uzbekistan for 2020-2030”, “The Concept of providing Uzbekistan with electric energy for 2020-2030”, “The concept of development of the hydrometeorological service of the Republic of Uzbekistan in 2020-2025”, “The Strategy of water resources management and development of the irrigation sector in the Republic of Uzbekistan for 2021-2023”) che ne definiscono le priorità nella mitigazione degli affetti dei cambiamenti climatici.


Tra queste vi sono la riduzione delle emissioni di gas serra, l’utilizzo razionale delle risorse idriche, l’introduzione di tencnologie eco-friendly in vari settori dell’economia, l’aumento della quota di energie rinnovabili.



A questo proposito l’Uzbekistan ha intrapreso anche delle riforme istituzionali, con la creazione di due ministeri indipendenti per l’Agricoltura e le Risorse idriche e din diverse commissioni statali come quella per le Foreste.


Il Paese sta adottando delle misure per migliorare l’efficienza energetica dell’economia, ridurre l’utilizzo degli idrocarburi e aumentare la quota delle rinnovabili: entro il 2030 il governo prevede di raddoppiare l’efficienza energetica e ridurre il peso del carbonio nel Pil.



Il potenziale delle energie rinnovabili in Uzbekistan è stimato in 180 milioni di tonnellate di petrolio equivalente, più di tre volte la domanda attuale annua; attualmente la quota delle rinnovabili incide però solo per il 10% del totale della produzione energetica – una percentuale che dovrebbe arrivare al 25% entro il 2030.


Nello stesso tempo verranno applicate delle misure per il risparmio idrico e per minimizzare le conseguenze dell’essiccazione del lago di Aral, la cui desertificazione copre ormai una superficie di due milioni di ettari; anche le attività di riforestazione sono decuplicate nell’arco dell’ultimo decennio.


L’Uzbekistan è divenuto un attivo partecipante nell’agenda globale per il clima, con la ratifica di numerosi protocolli e trattati internazionali nel settore, in particolare gli Accordi di Parigi del 2017 in base ai quali si prevede di raggiungere la neutralità rispetto al carbonio nel 2050.


In occasione del terzo vertice consultivo dei Capi di Stato dei Paesi dell’Asia centrale – tenutasi lo scorso 6 agosto in Turkmenistan – il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev ha proposto lo sviluppo di una “Agenda Verde” regionale che favorisca l’adattamento dei Paesi della regione ai cambiamenti climatici.


Le direttrici principali del programma consistono nella graduale decarbonizzazione dell’economia, nell’utilizzo razionale delle risorse idriche, nell’introduzione di tecnologie più efficienti e nell’aumento delle energie rinnovabili.


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