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Martedì 4 maggio 2021 - 10:53

Gb, domani la Scozia al voto, sognando l’Europa

Snp di Sturgeon favorito ma avrà la maggioranza assoluta?
Gb, domani la Scozia al voto, sognando l’Europa

Roma, 4 mag. (askanews) – Domani gli scozzesi andranno alla urne per scegliere il governo regionale. Sul voto pesa l’ombra della Brexit – la grandissima maggioranza degli scozzesi era per il remain – e all’orizzonte resta il sogno dell’Indipendenza da Londra che questa volta potrebbe anche significare un possibile rientro nell’Unione Europea.

I partiti più grandi in gara includono l’SNP, lo Scottish National Party della premier in carica Nicola Sturgeon, i conservatori scozzesi, i laburisti scozzesi, i verdi scozzesi e i liberaldemocratici scozzesi ma saranno presenti anche diversi partiti minori e candidati indipendenti. Pochi i dubbi sulla vittoria dell’Snp ma sarà decisivo capirne l’ampiezza. Il problema in sostanza è se lo Snp potrà avere la maggioranza assoluta o dovrà formare un governo di coalizione o addirittura di minoranza. A complicare il quadro il ritorno in politica dell’ex premier Alec Salmond, alla testa di Alba, una nuova formazione politica che, in caso di una buona affermazione, potrebbe complicare e non poco i futuri assetti della politica scozzese.

Un recente sondaggio di Panelbase per il sito web Scot Goes Pop ha rilevato, nota il quotidiano The Scotsman, che l’SNP sarà il più grande partito di Holyrood (il parlamento scozzese) dopo il voto di giovedì prossimo, con 61 seggi, due in meno rispetto a quanto lo Snp ottenne nel 2016 e quattro in meno rispetto alla maggioranza assoluta.

In questo quadro diventano decisivi alcuni colleggi, come quelli laburisti di Dumbarton, East Lothian ed Edinburgh Southern e collegi elettorali marginali come Edinburgh Central, Aberdeenshire West e Ayr controllati Tories. In caso di affermazione in questi colleghi l’Snp potrebbe salire a 65 seggi e avere la maggioranza assolita.

Ci sarà una maggioranza indipendentista? Anche se l’SNP non ottiene la maggioranza assoluta, è probabile una maggioranza pro-indipendenza, secondo il sondaggio di Panelbase su 1.075 over 16 condotto tra il 21 e il 26 aprile.

Ciò è in gran parte dovuto al maggiore sostegno per Alba, che è in corsa solo nel ballottaggio regionale e ora si prevede che ottenga otto seggi alle elezioni.

Il 6% degli intervistati ha dichiarato che sosterrebbe il partito di Salmond con il proprio voto di lista e, tra le persone che hanno votato SNP nel 2019, l’11% indica che darà il proprio voto ad Alba e il 13% ai Verdi scozzesi.

Come sottolineava quindi un’analisi della Bcc a una settimana dall’elezione sembra che ci sia poco mistero sul risultato finale – con solo l’SNP che parla di formare un governo. Ma ci sono ancora alcune domande chiave a cui rispondere, che potrebbero avere un impatto enorme sul futuro della Scozia.

Le questioni più ovvie sono sempre le stesse: L’SNP avrà una maggioranza assoluta? Potrà costruire una maggioranza indipendentista con l’aiuto di altri partiti minori? Riusciranno i conservatori a prevalere sui laburisti nella battaglia per il secondo posto? E quali sono i fattori che potrebbero aiutare a rispondere a queste domande?

Il fattore affluenza alle urne potrebbe rivelarsi decisivo.

In generale, nota la Bbc, per le elezioni a Holyrood, solo circa la metà di coloro che hanno diritto al voto lo fa effettivamente. L’affluenza media dal 1999 è stata del 53%.

Ciò non rende necessariamente le cose più imprevedibili, anche se la tornata elettorale con la minore affluenza alle urne – 49% nel 2003 – produsse un quasi ingovernabile “parlamento arcobaleno” di sette partiti diversi. E l’SNP ha vinto in modo schiacciante seggi con minore affluenza alle urne nel 2016 – i 41 seggi con la minore affluenza alle urne hanno tutti eletto un SNP MSP, mentre il partito ha vinto solo tre dei dieci seggi con la più alta affluenza alle urne – suggerendo che l’attuale partito di governo potrebbe avere poco da temere in caso di scarsa affluenza alle urne.

La domanda è se gli elettori che andranno alle urne il prossimo 6 maggio saranno diversi da quelli degli anni precedenti. Analizzando i dati demografici si evince che i più anziani sono tradizionalmente più propensi a votare, ma hanno anche maggiori probabilità di essere influenzati negativamente dal Covid-19 e quindi potenzialmente nervosi all’idea di lasciare le loro case.

Nel frattempo un numero record di persone si sono iscritte a una votazione per corrispondenza, ma presumibilmente si tratta di soggetti abbastanza impegnati politicamente che probabilmente avrebbero comunque votato di persona.

Che impatto avranno i partiti minori? Ci sono un totale di 25 partiti che partecipano alle elezioni . Tutti in Scozia avranno almeno 15 scelte diverse nelle liste regionali e in alcune zone la scheda elettorale assomiglierà a un elenco telefonico.

I piccoli partiti hanno già corso per il parlamento in passato con vari gradi di successo, ma nel 2021 potrebbero avere un buon successo, soprattutto grazie all’ex primo ministro Alex Salmond che è rientrato nella mischia politica come leader del partito Alba. .

È estremamente difficile dire se Alba promuoverà la causa indipendentista, o se frammenterà il voto e costerà seggi ai grandi partiti filo-indipendenza. Lo stesso si potrebbe dire del gruppo All for Unity di George Galloway dalla parte pro-Regno Unito.

Il piano dell’SNP per queste elezioni era quello di parlare di indipendenza essenzialmente mettendo in contrasto la leadership di Nicola Sturgeon e quella di Boris Johnson. Ma l’ascesa di Alba significa che la signora Sturgeon non ha il controllo completo sul fronte indipendentista del dibattito ed è stata così costretta a parlare di confini, valuta, UE e di tutta una serie di argomenti potenzialmente scomodi che avrebbe preferito rimandare a un futura campagna referendaria. Il sondaggio esclusivo, di Savanta ComRes per The Scotsman, vede il Sì al livello più basso da poco prima delle elezioni generali del 2019, che hanno visto il partito conservatore di Boris Johnson guadagnare la stragrande maggioranza a Westminster.

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