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Mercoledì 21 aprile 2021 - 14:49

Il monito di Putin: se l’Occidente supera “linee rosse” se ne pentirà

Prima di vedere Biden annuncia messa servizio supermissile Zircon
Il monito di Putin: se l’Occidente supera “linee rosse” se ne pentirà

Milano, 21 apr. (askanews) – Sprezzante, sarcastico e minaccioso. Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato il suo monito all’Occidente “allargato”, senza nominare nè gli Usa nè l’Europa, ma con riferimenti sin troppo chiari e graffianti nel suo 17esimo discorso sullo stato della nazione tenuto in una data simbolica, quasi simmetrica: il 21 aprile 2021. “Spero che a nessuno venga in mente di oltrepassare le linee rosse”, ha detto, perchè la Russia “decide da sola quali sono” e se questo dovesse accadere, ha aggiunto il capo del Cremlino, “lo rimpiangerete, come da tempo non vi capitava di pentirvi”. Già a discorso concluso, il Cremlino ha precisato sulle linee rosse da evitare: affari interni, comprese le elezioni, insulti.

E un piccolo assaggio di come si potrebbe “rimpiangere”, Putin lo ha comunque offerto. “A breve” – ha annunciato – entrerà in servizio il missile cruise ipersonico di fabbricazione russa Zircon, ritenuto invulnerabile ai sistemi antiaerei in uso sulle unità navali delle forze occidentali. “È proprio in qualità di leader nella creazione di sistemi di combattimento di nuova generazione, nello sviluppo di moderne forze nucleari, che la Russia invita ancora una volta i suoi partner a discutere questioni relative agli armamenti strategici, garantendo la stabilità globale”, aggiunge. E la frase suona come un ultimatum al collega americano Joe Biden. Quasi per chiarire di che cosa il leader del Cremlino voglia davvero parlare nel vertice proposto dal collega americano e ancora tutto da organizzare, dopo aver accettato di partecipare al summit statunitense sul clima. “L’obiettivo per Mosca è parlare di armamenti per creare un ambiente di convivenza senza conflitti basato su un’equalizzazione della sicurezza”.

Putin non nomina Biden. E non parla di opposizione russa benchè due esponenti siano stati fermati proprio stamattina: Ljubov Sobol e Kyra Yarmish. Non fa cenno alle proteste annunciate per oggi, ad Aleksey Navalny e neppure ai diplomatici espulsi dall’Occidente e da Mosca con numeri più da Fantacalcio, che alle relazioni tra Paesi: temi che hanno fortemente caratterizzato e segnato i rapporti con l’Ovest negli ultimi mesi. Ma usa una metafora letteraria per descrivere il “bullismo” praticato a suo dire contro la Russia da paesi occidentali “prepotenti”: un personaggio del “Libro della Giungla” di Rudyard Kipling, lo sciacallo Tabaqui, alleato e di fatto sottomesso alla tigre Shere Khan. “Vediamo cosa sta succedendo nella vita reale. Come ho detto, se la prendono con la Russia, qua e là, senza motivo. Tutti piccoli Tabaqui che girano intorno a Shere Khan e guaiscono per placare il sovrano”, ha detto Putin. “Tutto è come in Kipling”, ha aggiunto provocando applausi in sala. Una metafora senza dubbio poco lusinghiera, visto che Tabaqui è nella narrazione un racconta frottole che si ciba degli scarti.

Il capo dello stato ha poi osservato che la Federazione russa spesso si comporta “con il massimo grado di moderazione, si potrebbe dire con modestia”. “Spesso non rispondiamo affatto non solo alle azioni ostili, e anche alla maleducazione totale”, ha detto. Ma “è davvero troppo, si è oltrepassato ogni limite” tentando il golpe in Bielorussia, che secondo la ricostruzione russo-bielorussa avrebbe implicato l’uccisione del presidente Alexandr Lukashenko.

Del presunto piano per uccidere Lukashenko, denunciato dallo stesso leader bielorusso e poi da Putin, il leader russo avrebbe parlato anche con Joe Biden durante una recente telefonata.

In realtà, nonostante le frasi ad effetto e le minacce, la politica estera ha avuto un spazio esiguo nel discorso di Putin, iniziato salutando la risposta del suo Paese alla pandemia di coronavirus e il rapido sviluppo di tre vaccini “affidabili”. Il leader russo ha esortato le autorità ad accelerare il ritmo del programma di vaccinazione del Paese, che è stato sorprendentemente lento rispetto all’Occidente, nonostante la capacità di arrivare prima degli altri al rimedio.

Il presidente russo si è concentrato a lungo su misure per sostenere il welfare e le famiglie, segnale di una particolare e intensa attenzione nei confronti degli elettori. E su misure per sostenere il welfare e le famiglie, segnale di una particolare e intensa attenzione nei confronti degli elettori.

Nel suo discorso Putin si è schiarito la voce decine di volte, di fronte alla platea, sorridente e plaudente, composta dall’elite politica, sociale e religiosa del Paese. In maggioranza i presenti erano senza mascherina, ma seduti con un minimo di distanziamento.

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