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Giovedì 8 aprile 2021 - 21:12

Il sofagate secondo il Consiglio Ue

"Non ci hanno fatto vedere la sala"
Il sofagate secondo il Consiglio Ue

Bruxelles, 8 apr. (askanews) – Il servizio del Protocollo del Consiglio Ue, al contrario di quello della Commissione europea (assente a causa delle restrizioni anti-Covid), aveva preventivamente brevemente ispezionato i luoghi dell’incontro di martedì scorso, ad Ankara, fra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e i presidenti della Commissione e del Consiglio europeo, Ursula von der Leyen e Charles Michel, ma non aveva potuto entrare nella sala con le due sedie, invece di tre, predisposte il colloquio faccia a faccia fra i leader. Nonostante la richiesta di entrare nella sala, al servizio del Protocollo era stato negato l’accesso con la motivazione che era “troppo vicina all’ufficio del presidente Erdogan”.

Lo spiega in una nota interna datata 7 aprile pubblicata oggi pomeriggio a Bruxelles, lo stesso capo del servizio del Protocollo del Consiglio, Dominique Marro, precisando che “se la sala del faccia a faccia fosse stata visitata, avremmo suggerito ai nostri ospiti di sostituire, come atto di cortesia, il divano con due sedie (sic, ndr) per la presidente della Commissione”, che durante il colloquio ha subito lo sgarbo di doversi accomodare su un divano a tre metri i distanza da Erdogan e Michel.

Inoltre, la nota precisa che il servizio del Protocollo ha potuto visitare la sala da pranzo, anch’essa vicina all’ufficio di Erdogan, solo “pochi momenti prima” dell’incontro, e che in questo caso ha potuto far “risistemare le sedie dei Vip attorno al tavolo, a vantaggio della presidente della Commissione”. La nota aggiunge che “è stato il presidente del Consiglio europeo a suggerire che anche la presidente della Commissione fosse inclusa nella foto dei due presidenti per illustrare l’incontro”.

Infine, la nota contraddice in parte la posizione del portavoce della Commissione secondo cui i due presidenti delle istituzioni Ue hanno il medesimo rango protocollare, e puntualizza: “In generale, il protocollo per i paesi terzi fa una chiara distinzione fra lo status di capo di Stato, detenuto dal presidente del Consiglio europeo, e lo status di primo ministro, detenuto dal presidente della Commissione: questa – conclude la nota – potrebbe essere stata la fonte del problema”.

Loc/Int2

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