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Mercoledì 31 marzo 2021 - 11:10

Damiano (Camera Commercio italo-libica): grandi speranze per ripresa

"Accompagnare stabilizzazione come partner, in modo etico"
Damiano (Camera Commercio italo-libica): grandi speranze per ripresa

Roma, 31 mar. (askanews) – In Libia “c’è un cambiamento di approccio” e la situazione, almeno su Tripoli “è in miglioramento”, “ci sono parecchie aziende italiane in attesa che nutrono grande speranza” per la ripresa dei rapporti economico-commerciali tra Italia e Libia e sul territorio “c’è tanta voglia di far ripartire” le relazioni con Roma. Ne è convinto Gianfranco Damiano, presidente della Camera di Commercio italo-libica che in questi 10 anni di instabilità ha sempre continuato a lavorare preparando il terreno per la ripresa.

Damiano condivide con il premier libico Abdul Hamid Dbeibah la necessità di “essere partner in Libia, non avere clienti, ma un rapporto di collaborazione con i libici, perché più riusciamo a stabilizzare il sistema, accompagnando il processo in modo etico e onesto, più ci saranno grandi opportunità anche per l’Italia e i grandi affari torneranno”.

Il presidente della Camera di commercio italo-libica ribadisce che “ciò che è buono per la Libia è buono per l’Italia”, e Tripoli è “strategica”, per questo bisogna “proiettarsi in avanti, perché in questo periodo di stabilità non del tutto completata è l’occasione migliore per essere presenti, per iniziare a costruire”.

In vista della visita del premier Mario Draghi la prossima settimana a Tripoli, Damiano ricorda un altro tema caldo, quello dei crediti delle aziende italiane: in questo periodo “abbiamo supportato le imprese che vantano crediti, si tratta di un tema che credo che Draghi porterà avanti nella sua visita”.

Ci sono, poi, anche nuovi settori su cui investire, settori in cui sviluppare nuove collaborazioni e opportunità di business. Oltre alle costruzioni, ci sono anche la sanità e il food. E, elemento che accomuna tutti i settori, la necessità di insegnare a fare impresa: “Per togliere i fucili ai ragazzi, alle milizie – il vero problema che resta – bisogna dare opportunità. Per questo serve lavorare sulle startup, sulle pmi a cui l’Italia può offrire know how e macchinari”.

La Camera diretta da Damiano in questi anni, “in cui i traffici sono calati e l’interesse è venuto a mancare”, ha lavorato sottotraccia” e ha portato avanti progetti per il settore sanitario: “Stiamo realizzando un censimento per portare in Libia delle aziende produttrici di prodotti sanitari” e “stiamo preparando il terreno” perché oltre all’oil and gas “che sta riprendendeo volume” ci sono anche altri settori da esplorare.

Uno di questi è il food, in cui Damiano vede due aspetti di interesse: il primo “l’esportazione di prodotti finiti italiani, il secondo la ripartenza delle coltivazioni agricole nella parte meridionale della Libia dove esiste un piano di finanziamento del governo italiano” e infine il settore del pesce.

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