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Martedì 2 febbraio 2021 - 11:57

Concorso fotografico internazionale Stenin, parlano i giurati

Tempo fino al 28 febbraio per presentare le opere
Concorso fotografico internazionale Stenin, parlano i giurati

Roma, 2 feb. (askanews) – Per Alberto Prina, fondatore e coordinatore dell’annuale Festival della Fotografia Etica di Lodi (Italia), collaborare a livello internazionale, confrontarsi, valutare il lavoro di giovani autori come avviene per il concorso fotográfico intitolato a Andrey Stenin è un proceso importante e costruttivo, “soprattutto in un momento per tutto il mondo così importante come questo”. Yuri Kozyrev, co-fondatore dell’agenzia Noor Images, attende in particolare di vedere come i giovani fotografi che partecipano quest’anno allo Stenin Contest mettono assieme la loro passione di riprendere il mondo in pochi scatti con “il restringimento” della cornice di vita imposta dalla pandemia. Ecco i commenti dei membri della giuria del concorso internazionale per giovani fotoreporter intitolato ad Andrei Stenin (http://stenincontest.ru), aspettando, sino al 28 febbraio, le opere in gara.

Yury Kozyrev, fotografo russo, co-fondatore dell’agenzia Noor Images “Sono grato e onorato di essere stato invitato a far parte della giuria del concorso Stenin. Ormai è una squadra formata, che ha una sua autorità, la sua visione, concezione, condizioni, e pure una sua mitologia. Andrei era un ottimo fotografo, un grande professionista. È molto importante ricordarlo. Ritengo che qualsiasi concorso sia un modo onesto per giungere a delle conclusioni: considerando tutto ciò che è stato fatto in un anno, si comprendono i propri lati positivi e anche quelli negativi. Ci sono pure circostanze oggettive come ad esempio il fatto che l’anno appena trascorso è stato difficile per tutti noi. Se guardiamo al mestiere del fotoreporter, il punto cruciale consiste nella possibilità di muoversi e trovarsi in tempo nei posti giusti. Quelli come Andrei Stenin sono pronti a partire e a rischiare nei posti più pericolosi. Però a causa della pandemia ci siamo ritrovati dentro una cornice strettissima che ci ha impedito di muoverci. Sono molto curioso di vedere come hanno fatto i fotografi, in particolare quelli giovani – per i quali muoversi significa vivere – a risolvere questo problema e a cavarsela lo stesso. Per quanto riguarda il coronavirus e la pandemia, saranno sicuramente i colleghi giovani a parlarne. Ma non sarebbe corretto prestare attenzione soltanto a questo tema. La vita continua. E se torniamo a quella che è stata l’esperienza di Andrei Stenin, che riprendeva la guerra ed era lui stesso un reporter di guerra, allora dobbiamo dire che riprendeva anche la vita là dove si svolgevano i conflitti. E come sappiamo, la vita non consiste solo nelle pallottole, ma si trova anche dove le persone partoriscono, amano, si lasciano, si ingelosiscono: quindi ci debbono essere anche questi aspetti dell’esistenza”.

Andreas Trampe, direttore della sezione fotografica del giornale “Stern” (Germania) “Mi hanno chiamato per la prima volta nella giuria del concorso Stenin nella primavera del 2017. Vedere Mosca e lavorare con la squadra di professionisti di “Rossiya Segodnya” è stata una grande fortuna. Durante il lavoro della giuria ho acquisito nuovi colleghi, ma la cosa più importante è stata il poter visionare un’enorme quantità di opere mandate da giovani fotografi. Ora, quando mi hanno chiesto se volevo di nuovo essere membro della giuria del concorso per l’edizione 2021, ho accettato senza neanche pensarci. Sono assolutamente sicuro che potrò ancora vedere opere straordinarie di fotografi da tutto il mondo. È qualcosa che sto aspettando tantissimo”.

Ruth Eichhorn, curatrice indipendente e fotoredattrice, in passato già fotoredattrice della versione tedesca della rivista GEO (Germania). “Partecipai nel 2016 per la prima volta, quando visionai in gran parte i lavori del 2015. Ricordo che all’epoca vi erano nella giuria specialisti di diversi Paesi come Russia, Italia, Cina, America, Svezia e Germania. Erano tutti ottimi professionisti con argomentazioni forti e convincenti, con cui abbiamo discusso con passione sulle opere dei candidati, sull’estetica e sul valore dell’informazione. Sono lieta che il concorso sia popolare e che ora abbia i suoi fan e i suoi sostenitori. Per un fotografo è importante qualunque opportunità di mostrare il proprio lavoro e di ottenere del riconoscimento. I giovani fotografi in particolare necessitano di pratica e di chance per far valutare la propria opera a un livello mondiale”.

Alberto Prina, fondatore e coordinatore dell’annuale Festival della Fotografia Etica di Lodi (Italia) ” Sono felice di aver ricevuto l’invito a unirmi alla giuria del concorso Stenin per la secondo volta. La mia prima esperienza era stata molto positiva e mi ha dato la possibilità di collaborare con colleghi di tutto il mondo, seriamente coinvolti dal loro lavoro e sempre alla ricerca del modo in cui influenzare positivamente la comunità fotografica. Per me sarà un grande onore contribuire a questo eccezionale progetto e osservarne lo sviluppo. Aspetto con ansia l’inizio del lavoro coi colleghi della giuria e la valutazione delle opere dei giovani fotoreporter, soprattutto in un momento per tutto il mondo così importante come questo”.

Ian Landsberg, redattore fotografico del Cape Times e del Cape Argus, parte del gruppo mediatico Independent Media, (Sudafrica) “Prendendo parte al concorso Stenin nel 2017 come membro della giuria, ho potuto appurare coi miei occhi la visione che si ha sul fotogiornalismo in questo mondo in cambiamento e ho potuto esaminare le opere di giovani fotografi provenienti dagli angoli più lontani del globo. Mi hanno particolarmente impressionato la varietà e l’ampiezza dello sguardo dei componenti della giuria, professionisti di questo settore ed esperti italiani, tedeschi, cinesi, sudafricani e russi, e anche la precisione metodica con cui la squadra ha effettuato la preparazione e la logistica del processo di valutazione sotto la guida di Oxana Oleynik. Mi interessa molto vedere come la giuria del 2021 giudicherà il modo in cui i fotografi hanno interpretato, compreso e accettato la nuova realtà suscitata dalla pandemia globale. Per me è un grande onore e un privilegio partecipare di nuovo al concorso in qualità di membro della giuria.”

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