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Sabato 14 novembre 2020 - 09:21

Terrorismo, Nyt: il numero due di al Qaida ucciso in Iran da agenti israeliani

Abu Muhammad al-Masri, 58 anni, insieme alla figlia, vedova Bin Laden
Terrorismo, Nyt: il numero due di al Qaida ucciso in Iran da agenti israeliani

Roma, 14 nov. (askanews) – Il numero due di Al Qaida, accusato degli attacchi del 1998 alle ambasciate americane in Africa, è stato ucciso tre mesi fa in Iran da agenti iraniani per conto degli Stati Uniti. E’ quanto riporta il New York Times, citando fonti dell’intelligence.

Secondo la ricostruzione del Nyt, Abdullah Ahmed Abdullah, conosciuto con il nome di battaglia Abu Muhammad al-Masri, è stato ucciso per le strade di Teheran da due uomini in moticicletta il 7 agosto scorso, giorno dell’anniversario degli attacchi alle ambasciate americane. E’ stato ucciso insieme alla figlia Miriam, vedova del figlio di Osama bin Laden, Hamza bin Laden. Quattro fonti dell’intelligence hanno precisato che l’operazione è stata condotta da agenti israeliani per conto degli Stati Uniti, che seguivano da anni gli spostamenti di al-Masri e di altri uomini di al Qaida in Iran.

Per ragioni ancora non chiare, sottolinea il quotidiano, al Qaida non ha mai annunciato la morte del suo leader, gli iraniani l’hanno tenuta nascosta e nessun paese ne ha finora rivendicato la responsabilità.

Al-Masri, 58 anni, è stato uno dei fondatori di Al Qaida ed era considerato il principale candidato a succedere all’attuale leader dell’organizzazione, Ayman al-Zawahiri.

Da tempo presente nella lista dei principali ricercati dell’Fbi, era stato incriminato negli Stati Uniti per gli attentati del 1998 alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania, che fecero 224 morti e centinaia di feriti. L’Fbi aveva offerto 10 milioni di dollari a chiunque avesse fornito informazioni utili per la sua cattura. La sua fotografia, scrive il Nyt, compare ancora oggi nella lista.

Secondo le fonti dell’intelligence, al-Masri era “in custodia” dell’Iran dal 2003, ma viveva da uomo libero nel quartiere Pasdaran di Teheran almeno dal 2015. Lo scorso 7 agosto era alla guida della sua macchina, insieme alla figlia, nei pressi della sua abitazione quando due uomoni armati a bordo di una motocicletta si sono avvicinati alla vettura e hanno esploso cinque colpi di pistola.

I media iraniani hanno identificato la vittima come Habib Daoud, professore di storia libanese, e la figlia Maryam di 27 anni. L’emittente libanese MTV e i social media vicini ai Guardiani della rivoluzione hanno riferito che Daoud era un esponente dell’organizzazione Hezbollah, sostenuta da Teheran. Uno dei funzionari dell’intelligence ha dichiarato che Habib Daoud era uno pseudonimo dato dalle autorità iraniane a Masri e il lavoro una copertura.

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