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Venerdì 5 luglio 2019 - 11:51

Sudan, intesa militari-governo per transizione verso nuovo voto

Dopo le proteste che hanno portato a deposizione presidente
Sudan, intesa militari-governo per transizione verso nuovo voto

Roma, 5 lug. (askanews) – La leadership militare e la società civile sudanesi hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di condivisione dei poteri fino a nuove elezioni, promettendo di porre fine all’impasse che paralizza il paese da aprile, quando è stato deposto il presidente Omar Hassan al-Bashir. Le due parti, che hanno ripreso i contatti questa settimana dopo uno stop di un mese durante il quale l’esercito ha attuato una sanguinosa repressione, hanno concordato di formare un’autorità congiunta civile-militare per guidare il Sudan durante un periodo di transizione di poco più di tre anni.

Il potere sarà detenuto a rotazione dai militari e dai civili durante la transizione, ha spiegato in una conferenza stampa a Khartoum il mediatore dell’Unione Africana Mohamed Hassan Lebatt.Poi si terranno e le elezioni e le forze armate torneranno nelle loro caserme lasciando campo libero alla democrazia. “Speriamo sia l’inizio di una nuova era” ha detto Omar al-Degair un leader della coalizione che ha negoziato con l’esercito.

Il generale Mohamed Hamdan, vice capo del Consiglio militare di transizione, ha detto “è un accordo ampio, che non esclude nessuno”. Un generale guiderà il consiglio congiunto per i primi 21 mesi, poi seguirà per 18 mesi un leader civile, ha spiegato Amjad Farid, leader dell’Associazione dei professionisti sudanesi. L’intesa è il culmine della protesta popolare cominciata a dicembre con una dimostrazione contro l’aumento del prezzo del pane, che si è trasformata in un grande movimento che ha portato all’allontanamento di al-Bashir dopo trent’anni di regime turbolento e spesso brutale. Ma dopo la deposizione del presidente, il potere è finto nelle mani dei suoi collaboratori, tra cui ufficiali militari accusati di crimini di guerra.

Le parti hanno anche concordato di aprire quella che hanno definito un’inchiesta congiunta sulle violenze cominciate il 3 giugno con la repressione delle protesten da parte dei militari, che hanno ucciso almeno 128 persone, secondo i manifestanti. Il generale Hamdan, noto come Hemeti, è considerato la figura con il maggior potere in Sudan dopo che le sue Forze di supporto rapido hanno hanno compiuto la sanguinosa repressione. Le parti nomineranno cinque membri ciascuna del consiglio e un undicesimo sarà di nomina congiunta. Il primo leader sarà il generale Abdel Fattah al-Burhan, già campo del consiglio militare di transizione.

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