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Giovedì 14 marzo 2019 - 08:43

Si allarga lo scandalo del K-pop: star cadono come birilli

In Corea del Sud grande attenzione alla vicenda piccante
Si allarga lo scandalo del K-pop: star cadono come birilli

Roma, 14 mar. (askanews) – Più che i rapporti con il Nord, se c’è un tema che in questo momento sta concentrando l’attenzione dei sudcoreani, questo è il piccante scandalo che sta travolgendo il mondo del K-pop, la musica commerciale sudcoreano che ha travalicato i confini della Penisola per invadere l’immaginario dei teenager di tutto il mondo. Festini a base di sesso, comportamenti incompatibili con la rigida etica pubblica coreana, stanno facendo cadere star della scena musicale e televisiva come pedine del domino.

Dopo l’annuncio del ritiro di Seungri del gruppo BINGBANG e del cantante Jung Joon-young, un terzo candidato a finire nella polvere si chiama Choi Jong-hoon. Secondo il Korea Times, il cantante della band F.T. Island, avrebbe evitato guai per essere stato pizzicato alla guida ubriaco nel 2016 grazie a contatti nella polizia. La vicenda è emersa dopo l’analisi delle chat su Kakao Talk sequestrate a sui computer di Seungri, nelle quali sono stati diffusi anche i video hard che hanno inguaiato Jung.

L’agenzia di Choi, FNC Entertainment, ha ammesso che il cantante era stato fermato per guida in stato d’ebbrezza nel febbraio 2016, ma ha negato alcun caso di corruzione della polizia. La spiegazione, tuttavia, rischia di essere inutile. Attorno alle vicende si è creato un grande clamore mediatico.

Nelle stesse ore in cui scoppiava il caso Choi, Seungri – che in seguito allo scandalo si è ritirato dalle scene – si presentava presso la polizia per rispondere a domande relativamente all’inchiesta che ipotizza nei suoi confronti il reato di sfruttamento della prostizione. Il cantante 29enne, che nega i suoi addebiti, è accusato di avere procurato escort per potenziali investitori in un locale di Seoul. In Corea del Sud la prostituzione è fuorilegge.

Anche Jung è stato interrogato ieri, ma per vicende che ha ammesso. Il cantante 30enne – anche lui ha lasciato la carriera artistica – avrebbe condiviso in chat le immagine di donne mentre avevano rapporti sessuali con lui. Le donne erano inconsapevoli di essere riprese.

Lo scandalo, come prevedibile, sta provocando grande curiosità e sconcerto in un paese come la Corea del Sud, diviso tra una rigida etica pubblica della vecchia generazione e una notevole libertà di costumi privata in particolare della generazione più giovane.

E’ inoltre iniziata una caccia all’identità delle donne che apparirebbero nei video di Jung. Gli uffici stampa delle potentissime agenzie di talenti della scena K-pop sono impegnati, in questi giorni, a rilanciare comunicati in cui si smentiscono voci e si annunciano querele.

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