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Giovedì 8 novembre 2018 - 16:03

I 120 anni del cimitero degli italiani a Città del Messico

Il Panteon de Dolores "memoria" della nostra immigrazione
I 120 anni del cimitero degli italiani a Città del Messico

Roma, 8 nov. (askanews) – Si è svolta ieri 5 novembre, scrive il sito degli italiani in Messico “PUnto d’incontro”, nella sede della Nunziatura Apostolica di Città del Messico, la celebrazione del 120° anniversario del Cimitero italiano in questo Paese latinoamericano.

Prima dell’inizio della messa —celebrata dal Nunzio, Mons. Franco Coppola— Regina Casalini, presidente dell’Associazione Italiana di Assistenza (AIA), ha rivolto alcune parole a un centinaio di membri della comunità italiana riuniti per l’occasione.

«Grazie a tutti per essere venuti a questa celebrazione», ha detto, «Siamo grati per l’ospitalità della Nunziatura Apostolica, la presenza di Mons. Franco Coppola, dell’Ambasciatore d’Italia, Luigi Maccotta, del Presidente del Consiglio di Assistenza Privata di Città del Messico, Carlos Madrid Varela, e del Presidente del Comitato degli Italiani in Messico, Gianluca Brocca».

«Oggi celebriamo il 120° anniversario del Cimitero italiano del Panteón de Dolores. Per noi è un onore e un dovere seguire la tradizione che i nostri predecessori hanno iniziato più di un secolo fa. Il Cimitero italiano è la memoria della nostra storia di immigrazione in un Paese che ci ha accolto e ci ha permesso di sviluppare qui le nostra vite. I monumenti funerari che lo adornano sono di grande valore storico, artistico ed affettivo e ci legano alle nostre origini».

«La concessione del terreno», ha ricordato la presidente dell’AIA, «fu intestata nel dicembre del 1897 alla Società Generale Italiana Umberto I di Beneficienza, Risparmio e Mutuo Soccorso, fondata alcuni anni prima. Il cimitero fu aperto nel giugno del 1898, dopo aver recintato il terreno, piantato gli alberi e installato il cancello d’ingresso, come richiesto nell’atto di concessione dal Comune di Città del Messico».

«La prima associazione italiana in Messico, responsabile dell’assistenza tra le altre attività, nacque nel 1856. Successivamente, furono costituiti altri circoli […]: La Esperanza, la Lega Navale, la Camera di Commercio e la Dante Alighieri. Tutti questi, il 27 ottobre 1908, delegarono le loro attività di assistenza al Comité Italiano de Beneficencia, costituito in quella data come “Entità Morale”. Da allora e fino ad oggi, il Comitato continua ad esercitare la propria attività a favore di italiani e discendenti in situazione di difficoltà con il nome di Associazione Italiana di Assistenza, IAP».

«Ieri la Società Umberto I, poi il Comité de Beneficiencia e oggi l’Associazione Italiana di Assistenza, 120 anni in cui tutti abbiamo curato e conservato questa testimonianza di cultura, persone e storie: il Cimitero italiano», ha concluso Casalini.

Durante l’omelia, Mons. Coppola ha voluto risaltare l’importanza storica del sito in cui si stava svolgendo la celebrazione: «Questo è il luogo», ha detto, «che ha ospitato quattro volte Papa Giovanni Paolo II —siamo nella stessa cappella dove si ritirava a pregare alla fine della giornata— e, due anni fa, Papa Francesco. Anche lui andava a visitare diverse città e la sera tornava sempre in nunziatura per ricevere dal Signore la forza e la luce necessarie. È, quindi, un’occasione di grazia trovarci in questo luogo che ha visto santi che ci hanno preceduto».

«È, inoltre», ha aggiunto Coppola, «una gioia per me, come italiano, condividere questo anniversario con voi e, allo stesso tempo, approfittare dell’occasione per celebrare questa messa nel mese in cui ricordiamo e visitiamo i nostri cari defunti».

L’Ambasciatore Maccotta durante la cerimonia.

In chiusura, l’Ambasciatore d’Italia, Luigi Maccotta, ha salutato i presenti sottolineando che: «È stata una cerimonia commovente, ma anche allegra. Si è parlato di morte, ma si è soprattutto parlato di pace, amore, resurrezione e, pertanto, di vita».

«Ringrazio Regina», ha continuato il capo della diplomazia italiana in Messico, «per questa occasione di comunione».

«Io ho perso mia mamma da bambino, a sei anni, e ogni domenica andavo al cimitero e mi sembrava di comunicare con lei. I cimiteri non sono luoghi di morte, ma di vita, di comunione, di incontro e di dialogo. E questo deve essere il Cimitero Italiano. È molto importante che lo conserviate perché è bello ed è un luogo di memoria e identità italiana, un pezzo di Italia in Messico».

«I messicani sanno celebrare i loro morti in maniera allegra, li sanno vivere, e questo è il senso di questa giornata, di questa mattinata in cui ci siamo incontrati. Condividere in maniera collettiva il dolore di una perdita, aiuta».

«Mi felicito con voi tutti per essere venuti numerosi oggi. Grazie ancora una volta al nostro Nunzio Apostolico, a Regina Casalini, all’Associazione Italiana di Assistenza, al Comites e a tutti gli amici che sono qui presenti. Grazie per questa bellissima mattinata».

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