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Venerdì 2 novembre 2018 - 17:05

##Figaro tatuato e iPhone in scena, Barbiere al Boshoi dopo 40 anni

Ecco le prove di uno degli eventi più attesi dell'anno
##Figaro tatuato e iPhone in scena, Barbiere al Boshoi dopo 40 anni

Mosca, 2 nov. (askanews) – I tatuaggi sulle braccia di Figaro, cellulari in scena e anche qualche parola in russo. Il Barbiere di Siviglia al Teatro Bolshoi di Mosca, sotto la bacchetta di Pier Giorgio Morandi e per la regia dell’ecclettico Evghenij Pisarev, promette molte novità. Un evento super atteso dal pubblico russo, che generalmente ama l’opera italiana in maniera viscerale e appassionata. Ma anche un appuntamento dell’anno rossiniano, ossia i 150 anni dalla morte del grande compositore Gioachino Rossini. Non l’ultimo, visto che sempre sul palcoscenico moscovita andrà in scena Il viaggio a Reims, ossia L’albergo del giglio d’oro il 12 dicembre.

La messa in scena di questo Barbiere si avvale degli ultimi ritrovati tecnologici che può vantare il più importante teatro russo. E poi costumi favolosi, trovate esilaranti, un lavoro maniacale il Barbiere che mancava al Bolshoi da più di 40 anni. Oltre a un evento storico: un’aria finale aggiunta per il tenore, per la prima volta eseguita in Russia. “Molto virtuosistica e molto difficile”, come spiega il maestro Morandi rispondendo ad Askanews. “Sono onorato di essere in questo meraviglioso teatro, famoso in tutto il mondo”, dice. “Per me è una grande emozione essere qui. È uno dei teatri più importanti al mondo ed è una gioia e un piacere avere questa collaborazione: tutto quanto il teatro impegnato per questa nuova produzione del Barbiere. So che sono più di 40 anni che non si fa qui e sarà un grande piacere presentarla così, per la prima volta, in Russia”.

La prima sarà domani, 3 novembre. Alle prove, alle quali Askanews ha potuto assistere, molta emozione, palpabile e vera. “Quando affronti il genere comico – afferma Pisarev – o come in questo caso l’opera buffa, regola vuole che le prove siano molto concitate e nervose. L’allegria deve essere dello spettatore. Questo penso io, ma non solo io. I più grandi commediografi, da Chaplin in poi, lo dicono molto chiaramente: la commedia è cosa seria”.

E che non sia stato facile, lo riconosce anche il direttore d’orchestra: “è stato un lavoro molto difficile”, sottolinea Morandi. “Poichè, essendo molti anni che non si eseguiva Rossini, abbiamo dovuto lavorare sullo stile. Non è questione solo di note, ma di stile rossiniano. Il tipo distaccato, i colori, i piani, i crescendi e tutto quello che è supporto orchestrale all’aspetto psicologico dei personaggi”.

Il giudizio ora al pubblico di Mosca, che sicuramente non potrà non gradire una delle opere più popolari al mondo. “Naturalmente l’evento è legato all’anno rossiniano e proprio per questo abbiamo deciso di rappresentarlo con una novità”, spiega il maestro. E al Teatro Bolshoi, tutto è pronto per la prima. Ma con queste prove, è come se la prima già ci fosse stata. È come se lo spettatore entrasse nei camerini per vedere come stanno andando gli attori. Qualcuno si è appena svegliato da un sonno ristoratore, prima di salire sul palco. Il regista avverte che la prova è un test sul pubblico. “Abbiamo bisogno di voi almeno per capire dove, forse, sarà possibile un applauso”, dice Pisarev al microfono. Intanto Morandi non si nasconde nel golfo mistico, come gli spettatori sono abituati qui. E questa non è l’unica caratteristica della produzione.

Da un lato, l’opera classica che è un tributo alle tradizioni italiane, dall’altra la vita moderna nei camerini. “Ogni volta che dicevo qualcosa alla prima prova, cinque traduttori iniziavano a parlare in lingue diverse: mi sono reso conto che alla fine della prova sarei impazzito” afferma Pisarev, evidentemente un po’ spaesato tra così tante nazionalità differenti del cast: Romania, Polonia, Italia, Bielorussia, Uzbekistan. Una performance veramente multinazionale.

Per il Conte Almaviva c’è il romeno Bogdan Mihai, che ha vestito questo ruolo 257 volte in tutto il mondo. C’è poi il baritono polacco che interpeta Figaro, Andrzej Filonczyk con le forbici da parrucchiere tatuate sugli avambracci: completamente a suo agio, benchè confidi di aver dovuto passare a un aspetto più sobrio del barbiere, senza salti e balzi. “Io credo che quest’opera sia l’occasione per far conoscere meglio Rossini in Russia, dove c’è la spiritualità per conoscere un autore così interessante”, dice Giovanni Romeo, un Bartolo senza sbavature.

Ed è davvero una festa questo Barbiere. Una festa d’opera. Per Pisarev la missione è far ridere il pubblico. Ma anche se la premiere è domani, il primo divertimento è già andato in scena.

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