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Lunedì 5 febbraio 2018 - 18:07

Terracciano in Russia: punteremo “esenzione” Parmigiano da embargo

Il nuovo ambasciatore a Mosca. Combattere Italian sounding
Terracciano in Russia: punteremo “esenzione” Parmigiano da embargo

Mosca, 5 feb. (askanews) – Punta all’esenzione del Parmigiano, simbolo della Buona tavola italiana dall’embargo russo e vuole difendere le nostre eccellenze agroalimentari. È all’insegna del Made in Italy la prima uscita pubblica per il nuovo ambasciatore a Mosca Pasquale Quito Terracciano. In occasione della Fiera Prodexpo, il capo missione accompagnato dalla consorte, Karen Lawrence ha fatto un giro per gli stand, parlando con i produttori, schierati nel padiglione dell’Ice, e dichiarandosi fiero oppositore dell’Italian sounding. “Si può riprodurre un nome, una vaga sembianza di sapore, ma non la qualità del prodotto originale italiano” ha esordito, subito dopo il suo ingresso tra i padiglioni dell’Expocentr moscovita, dove è stato accolto dal direttore Ice Mosca Pier Paolo Celeste. “È un settore al quale intendo dedicarmi, perché ritengo che ci possano essere delle occasioni di collaborazione maggiore tra Italia e Russia”, ha specificato l’ambasciatore. “Innanzitutto ci sono possibilità di espandere la quota di mercato italiana. Soprattutto nei prodotti di eccellenza”.

In base alle parole di Terracciano “ci sono anche possibilità per favorire delle joint-venture, nel settore agro industriale, poiché l’Italia ha la tecnologia migliore per tali prodotti. Quindi potrebbe esserci un interesse russo per collaborare”. E in cambio di uno sforzo italiano per portare la tecnologia, si potrebbero aprire opportunità di “esenzioni” per dei prodotti che oggi sono inclusi nell’Embargo russo, proclamato nell’agosto 2014 in risposta alle sanzioni europee per la crisi ucraina. In primis il Parmigiano, “tecnicamente considerato fresco”, ma potrebbe trovarsi in pole position per “una riconsiderazione” dal momento che “l’indicazione di fresco può essere discussa”.

Al suo primo impegno pubblico a Mosca, il diplomatico ha espresso la sua soddisfazione: poter “iniziare con questa fiera perché si presenta l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana, in particolare i prodotti Igp e Dop”. L’Italia è prima in Europa su questa fascia e resta un Paese di provenienza molto popolare in Russia. “È importante sottolineare questi due aspetti perché sappiamo che a seguito delle sanzioni, le esportazioni italiane hanno subito una battuta d’arresto ma sono tornate a crescere del 27% grazie alla decisione di puntare sulla qualità, sull’alto di gamma della produzione, che garantisce il collegamento con il territorio, la qualità, la tradizione. Tutte cose che con l’Italian sounding non si possono riprodurre”. Tra gli stand degli espositori visitati marchi già sul campo e alcuni appena affacciatisi. Da Coricelli ad Aceitalia, da Redoro a Tesoritalia.

Quanto al futuro l’ambasciatore intende “mantenere tutti i progetti già esistenti, ma la mia ambizione è aggiungerne di nuovi. Sicuramente la settimana della cucina negli ultimi due anni è stato un grande successo in tutto il mondo. Lo scorso anno la manifestazione si è svolta in 13 città in Russia, con 36 distributori. La mia ambizione è di aumentare il numero di città russe e il numero di espositori italiani. Si svolgerà quest’anno dal 19 al 25 novembre”.

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