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Giovedì 28 aprile 2016 - 13:30

Attentato di Parigi, il ruolo chiave del misterioso Abu Ahmad

Aiutato kamikaze Stade de France. La testimonianza di un jihadista
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Roma, 28 apr. (askanews) – Gli inquirenti conoscono solo il suo nome di battaglia, Abu Ahmad. Ma in Francia c’è il sospetto fondato che quest’uomo abbia orchestrato dalla Siria l’arrivo in Europa di quattro jihadisti, tra cui due kamikaze del 13 novembre. A chiamarlo in causa, dopo una serie di dichiarazioni contraddittorie, è stato nello scorso mese di febbraio, Adel Haddadi, un algerino di 28 anni arrestato il 10 dicembre 2015 in un centro profughi in Austria.

Haddadi ha rivelato agli inquirenti di avere compiuto, nel settembre scorso, un tentativo di raggiungere la Francia dalla Siria “per compiere una missione”, “fare una buona cosa per il bene di Dio”, riferisce il Washington Post, che cita stralci della sua deposizione. Secondo una fonte qualificata, “con ogni probabilità (Haddadi) avrebbe dovuto partecipare alla strage di Parigi con i suoi compagni di viaggio”, Mohamad Usman, pachistano arrestato con lui in Austria, e due iracheni non identificati che, successivamente, si faranno esplodere vicino allo Stade de France, a Saint-Denis la sera del 13 novembre.

Ahmad avrebbe giocato un ruolo di primo piano per consentire ai quattro jihadisti di recarsi in Europa, li avrebbe messi in contatto con alcuni complici, avrebbe fornito loro del denaro e dei telefoni cellulari. Il sospetto – secondo il racconto dello stesso Haddadi – avrebbe poi consigliato ai terroristi il modo in cui procurarsi dei passaporti per l’Europa, dove sarebbero dovuti arrivare nascosti tra i rifugiati siriani.

Anche a seguito della deposizione di Haddadi, Abu Ahmad è diventato un sospetto di grande interesse per gli inquirenti. Il suo numero di telefono, che è stato ritrovato nella tasca di uno dei kamikaze dello Stade de France e sul cellulare dello stesso Haddadi, è noto da tempo ai servizi di intelligence francesi per essere legato al gruppo dello Stato islamico. Inoltre, era stato ritrovato nell’agenda di una persona ritenuta vicina alla presunta mente degli attentati di Parigi, Abdelhamid Abaaoud, durante un blitz compiuto ad Atene nel gennaio 2015 che ha poi portato allo smantellamento della cellula jihadista di Verviers, che progettava un attentato in Belgio.

Operazione in Grecia che ha preceduto di circa un mese l’inzio del viaggio di Haddadi, prima da Algeri ad Istanbul, e poi dalla città turca in Siria. Dopo essere passato per un campo di addestramento dell’Isis”, dove ha “smontato e montato” kalashnikov, Haddadi è entrato a far parte del commando di Raqqa a fine settembre con altri tre jihadisti, che da quel momento sono diventati suoi compagni di viaggio. Insieme, hanno superato il confine turco-siriano con la complicità di contrabbandieri turchi e ad Izmir hanno incontrato un certo Walid, che era stato incaricato da Abu Ahmad di caricarli su un’imbarcazione in Grecia.

“Abbiamo dovuto attendere in una stiva con una cinquantina di persone”, ha raccontato Haddadi. All’arrivo sull’isola di Leros, il 3 ottobre, il primo intoppo: mentre i futuri kamikaze dello Stade de France hanno superato i controlli senza problemi, Haddadi e Usman sono stati arrestati dalla polizia greca. Gli agenti si erano accorti che i loro documenti erano falsi. Ma durante il periodo di detenzione, i contatti tra Haddadi e Abu Ahmad non si sono mai interrotti, agevolati da un’applicazione criptata. Ahmad è anche riuscito a fornire loro 2.000 euro, necessari per proseguire il viaggio in Europa.

Liberati il 28 ottobre, Usman e Haddadi hanno potuto così raggiungere l’Austria: sono i primi giorni di novembre. Il 13 i loro vecchi compagni di viaggio si fanno esplodere davanti allo Stade de France, 24 ore dopo Usman e Haddadi presentano richiesta d’asilo alle autorità di Vienna. E’ il loro ultimo atto. A fermare le loro intenzioni criminali sono le indagini sui kamikaze della capitale francese. Dopo avere ritrovato i loro documenti, gli inquirenti si mettono sulle tracce di tutti i 198 migranti passati, con loro, attraverso l’isola di Leros e identificano Haddadi e Usman. I due erano ancora al campo profughi di Salisburgo, dove sono prelevati dagli agenti il 10 dicembre.

Usman è sospettato di essere un artificiere per il gruppo pakistano Lashkar-e-Taiba, accusato dall’India di essere responsabile degli attentati di Mumbai del 2008. Un mandato d’arresto europeo dovrebbe essere spiccato a breve termine dai giudici francesi in modo che i due uomini possano essere trasferiti in Francia. Con Salah Abdeslam appena estradato a Parigi, la Francia potrebbe così contare su tre testimoni chiave per fare ulteriore luce sulla strage jihadista nel Paese.

(con fonte afp)

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