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Domenica 20 marzo 2016 - 20:59

Salah pronto a colpire ancora: aveva rete di complici e armi

Reynders: ha detto che voleva fare "qualcosa a Bruxelles"
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Roma, 20 mar. (askanews) – Salah Abdeslam era pronto a colpire ancora. Il ricercato numero uno per gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi, arrestato venerdì a Molenbeek, a Bruxelles, in Belgio, stava pianificando nuovi attacchi e poteva disporre di armi e di una nutrita rete di contatti. A confermarlo è stato oggi il governo belga, che non considera sventata del tutto la minaccia del terrorismo internazionale. Per questo motivo il livello di allerta nel Paese resta di tre su quattro.

Salah ha cominciato a collaborare con gli inquirenti, chiedendo in cambio di non essere estradato. Secondo le sue dichiarazioni iniziali, fatte ieri, avrebbe voluto andare allo Stade de France e farsi esplodere” “ma poi non l’ha fatto”, ha spiegato il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders. “E secondo altre informazioni era pronto a fare qualcosa a Bruxelles”, ha aggiunto il capo della diplomazia belga durante un intervento al Marshall Found a Bruxelles.

Il governo del Belgio considera credibili le parole di Salah sulle sue intenzioni di colpire ancora. “Ha detto che era pronto a pianificare nuovi attacchi, e probabilmente è vero. Sono state trovate molte armi, armi pesanti, e abbiamo intercettato una rete attorno a lui a Bruxelles”, ha spiegato Reynders, che ha invitato tutti a mantenere alta l’attenzione. “Dopo gli attacchi terroristici a Parigi, avevo detto a un canale televisivo negli Stati Uniti che stavamo cercando dieci persone con armi pesanti”. ha spiegato ancora Reynders. “Per il momento abbiamo trovato oltre 30 persone coinvolte negli attacchi terroristici di Parigi, ma siamo sicuri che ce ne siano altre”, ha commentato.

Da metà novembre 13 persone sono state arrestate e incriminate in Belgio nel quadro dell’inchiesta sugli attentati nella capitale francese. Salah trascorrerà oggi la sua seconda notte al carcere di massima sicurezza di Bruges, dovè detenuto “in isolamento” e “sottoposto a regime speciale”.

Intanto, il suo avvocato, Sven Mary, ha annunciato un esposto contro la Procura di Parigi per violazione del segreto istruttorio. Ieri infatti il procuratore di Parigi, François Molins, avrebbe letto una parte dell’audizione di Salah Abdeslam nel corso della sua conferenza stampa. Fra le sue dichiarazioni – secondo Sven Mary – il procuratore ha svelato che il terrorista avrebbe detto agli inquirenti belgi di essere stato presente durante gli attacchi di Parigi e “che avrebbe dovuto farsi esplodere allo Stade de France e che avrebbe poi cambiato idea”. “La lettura di una parte dell’audizione di Abdeslam in conferenza stampa costituisce una violazione”, ha detto chiaramente l’avvocato.

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