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Martedì 1 marzo 2016 - 07:29

Lo scontro tra Apple e governo Usa si sposta al Congresso

Cupertino e Fbi testimonieranno alla commissione Giustizia
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New York, 1 mar. (askanews) – La guerra tra Apple e l’Fbi sisposta per la prima volta nelle stanze del potere di Washington.Oggi, nel pomeriggio americano, infatti il capo della poliziafederale James Comey e il direttore dell’ufficio legale diCupertino, Bruce Sewell, testimonieranno davanti alla commissioneGiudiziaria della Camera. Si tratta di due interventi divisi neiquali le due parti dovranno convincere i politici della bontàdella loro azione: è giusta la posizione di Apple che ha decisodi non collaborare con il governo per decrittare il contenutodell’iPhone 5C del killer di San Bernardino, California? Oppure ècorretta la richiesta dell’Fbi che non vede nella sua richiestauna violazione della privacy?
Per ora sul sito della commissione è stata pubblicatol’intervento che più tardi Sewell pronuncerà davanti ai politicidi Washington. Anche se nei giorni scorsi l’amministratoredelegato del gruppo tecnologico aveva già spiegato gli elementiche hanno portato al rifiuto di Apple, la testimonianza dellegale di Cupertino rende la questione molto più chiara. Swellpone tre grandi domande: vogliamo porre un limite alla tecnologiache protegge i nostri dati anche se i cyber-attacchi continuanoad aumentare? L’Fbi può impedire a Apple e agli altri gruppi techdi offrire ai cittadini americani i prodotti più sicuri cheriesce a produrre? L’Fbi ha il diritto di chiedere a una societàdi produrre un dispositivo secondo regole specifiche?
Quelle di Sewell sono ovviamentetutte domande retoriche per spiegare ai giudici che quantorichiesto dalla polizia federale è una violazione della libertà edella privacy. E allo stesso tempo potrebbe cerare un precedenteattraverso il quale fare altre richieste in futuro. “Gli hacker ei cyber criminali potrebbero usare questo (la debolezza creatacon un decrittaggio, ndr) per entrare nella nostra privacy enella nostra sicurezza personale”, si legge nel discorsodepositato da Sewell alla commissione. E ancora: “Alcuni di voiavranno un iPhone nella lora tasca adesso e se ci pensate ci sonopiù informazioni immagazzinate su quell’iPhone di quelle che unladro potrebbe trovare entrando nelle vostre case”, si continua aleggere nel documento che pronuncerà oggi il legale. “Quandol’Fbi è venuto da noi gli abbiamo dato tutte le informazioni cheavevamo legate alla loro indagine su San Bernardino”, concluderàSewell.
Detto questo ieri Apple ha archiviato la prima vittoria, anche senon direttamente in questo caso. Un giudice di New York hainfatti stabilito che Apple non deve collaborare con le autoritàe decrittare i dati di un iPhone in un caso di droga. Ladecisione potrebbe tornare utile ad Apple in vista del processoper il caso di San Bernardino che inizierà il prossimo 22 marzo.Il legali di Apple potrebbero infatti usarla come un precedenteper far deragliare anche in questo caso le richieste del governo,anche se qui si tratta di terrorismo e non di reati minori.
A24/Pau/Coa/Int9

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