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Lunedì 16 novembre 2015 - 10:57

Ucraina, Poroshenko tiene Kiev ma le grandi città lo abbandonano

Ballottaggi amministrative confermano indebolimento del presidente
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Kiev, 16 nov. (askanews) – A Kiev confermato l’ex campione dipugilato Vitaly Klitschko, confermato anche ‘indebolimento delfronte presidenziale che fa capo a Petro Poroshenko: iballottaggi per le amministrative nei nei maggiori centridell’Ucraina, una trentina di città superiori ai 90mila abitanti,hanno completato ieri il voto dopo il primo turno del 25 ottobre.I risultati, pur non ancora definitivi, consolidano il quadroemerso tre settimane fa, con il partito del presidente PetroPoroshenko che rimane il primo a livello nazionale, ma molto menosaldo, come tutte le formazioni governative di fronte al ritornodell’opposizione, soprattutto nell’Est e nel Sud del Paese, e deinuovi partiti sostenuti dagli oligarchi. Forte invece ladissaffezione degli elettori: nella capitale solo uno su quattrosi è recato alle urne.

La difficile situazione ucraina, tra l’instabilità politicapermanente, le faide tra i poteri forti, la complicata faseeconomica con il rischio del default non ancora scomparso e laguerra nel Donbass pronta a riesplodere, hanno inoltre tenutolontani gli ucraini dalle urne, segno di una rassegnazionediffusa dopo la rivoluzione dello scorso anno che non ha condottoai cambiamenti sperati. Dopo che al primo turno l’affluenza erastata inferiore al 50%, ai ballottaggi si è recato solo unucraino su tre, circa il 34%, secondo i dati ufficiali dellacommissione elettorale. Nemmeno a Kiev gli elettori si sonoappassionati al duello dal risultato scontato tra il sindaco incarica Vitaly Klitschko, fedele alleato del capo dello stato, elo sfidante Borislav Bereza, ex portavoce del movimentoultranazionalista Pravy Sektor (Settore di destra) ora vicino aUkrop, nuovo partito dell’oligarca Igor Kolomoisky.

Nella capitale KIEV solo il 25% degli aventi diritto è andato avotare e lo ha fatto per l’ancora popolare campione del mondo deipesi massimi che ha vinto con oltre il 60%. Kiev è di fattol’unica metropoli rimasta nelle mani di Poroshenko, che tra ilprimo e il secondo turno ha visto i grandi centri ucraini,soprattutto negli oblast orientali e meridionali, finire nellemani dei rivali.

Se a KHARKIV era già stato eletto Gennady Kernes (Rinascita,altra creatura di Kolomoisky) e a ODESSA il vecchio sindacoGennady Trukhanov ha sconfitto il candidato presidenziale SashaBorovik, a DNIPROPETROVSK domenica è stato eletto Boris Filatovcon il 53%, (Ukrop, braccio destro del solito Kolomoisky) che habattuto Olexandr Vilkul del Blocco d’Opposizione, sponsorizzatodal magnate Rinat Akhmetov. A ZHAPOROZHE l’uomo di PoroshenkoNikolai Frolov è stato sconfitto dall’indipendente VladimirBuriak. Stesso quadro anche nelle REGIONI OCCIDENTALI e a LEOPOLIè stato riconfermato Andrei Sadovy, leader di Samopomosh(Autoaiuto), partito di governo che ha già minacciato più voltedi andare all’opposizione. A IVANO FRANKIVSK, altro centro deiCarpazi, il candidato di Poroshenko Igor Nasalik ha dovuto cedereil passo a Ruslan Marzinkiv del partito nazionalista Svoboda. Trale maggiori città dell’Ovest solo a LUZK vicino al confinepolacco si è imposto il candidato presidenziale Nikolai Romaniuk.

Complessivamente il partito di Poroshenko rimane comunque ilprimo per numero di seggi conquistati a livello locale tra cittàe regioni in quasi tutto il Paese e solo all’Est è scavalcato dalBlocco d’Opposizione, la formazione scaturita dalle ceneri delPartito delle regioni del vecchio presidente Victor Yanukovich.La parte del leone tra i nuovi arrivati l’hanno fatta Ukrop eRinascita, approfittando anche delle difficoltà dei partiti digoverno. Tra questi limitano sostanzialmente i danni Autoaiuto,Patria di Yulia Tymoshenko e il Partito radicale di Oleg Lyashko,mentre il grande sconfitto è il premier Arseni Yatseiuk, il cuipartito non ha nemmeno partecipato al voto, dopo che i sondaggidegli ultimi mesi avevano decretato il calo verticale delconsenso dal 22% all’1%.

La poltrona del premier è in bilico da mesi, anche a causa delladifferenza di vedute con il presidente, ma Poroshenko haconfermato la scorsa settimana che Yatseniuk rimane al suo posto.È stato però annunciato un consistente rimpasto e la maggioranzacontinua ad essere instabile dopo che ne è uscito il Partitoradicale e Autoaiuto ha iniziato a pensare di andareall’opposizione.

Entro la fine dell’anno il parlamento ucraino deve approvare inmaniera definitiva le modifiche costituzionali e la legge perl’autonomia del Donbass prevista dagli accordi di Minsk, ma almomento manca la maggioranza dei due terzi necessari perl’approvazione.

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