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Venerdì 13 febbraio 2015 - 12:05

Papere e risate a Sanremo nella serata dedicata alle cover

Luca e Paolo protagonisti con la loro "Rip parade"
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Sanremo, 13 feb. (askanews) – Papere e risate nella terza serata del Festival di Sanremo dedicata ai grandi successi della canzone italiana. La satira pungente di Luca e Paolo, le battute dello stravagante presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero e l’autoironia di Arisa, ancora più stralunata del solito, hanno regalato momenti di grande ilarità al pubblico dell’Ariston.
I due comici genovesi, dopo il “Ti sputtanerò” del 2011, diventato un vero e proprio tormentone, hanno interpretato una nuova parodia musicale dedicata alla “moda” di ricordare con tributi e omaggi i cantanti scomparsi. La loro satira ha preso di mira soprattutto Carlo Conti e il suo festival ma non sono mancati riferimenti alla politica: “Prendi uno di Firenze, lo metti in tv a dire cazzate e ci credono tutti”, hanno detto alludendo chiaramente a Renzi.
“Il tuo festival – hanno aggiunto rivolgendosi al conduttore toscano – mi è piaciuto tanto, non mi divertivo così dal discorso di Mattarella, solo che lui ha più verve”. Nella seconda incursione sul palco, Luca e Paolo, nei panni di una coppia di omosessuali pronti a convolare a nozze, hanno toccato con la loro solita leggerezza anche temi delicati come le adozioni gay.
Spazio poi all’involontaria comicità del Viperetta che, prima di congedarsi, ha improvvisato anche un improbabile balletto. “Non è Crozza, è l’originale”, ha sottolineato Conti divertito, accompagnandolo verso l’uscita. Pronta la risposta del patron blucerchiato che proprio non ne voleva sapere di scendere dal palco: “Sono 50 anni che vieni qua e a me dopo 5 minuti mi cacci via?”.
A dispensare altri sorrisi ci ha pensato Arisa, finalmente davvero a suo agio nel ruolo di valletta. La vincitrice della scorsa edizione del festival, entrata in scena un po’ zoppicando dopo un piccolo infortunio al ginocchio, ha sbagliato una presentazione e per giustificarsi ha esclamato: “Il dottore mi ha dato un anestetico”. “Un anestetico? – ha replicato il conduttore toscano – Ti avrà dato un antidolorifico”. E lei con la sua finta ingenuità: “Non è la stessa cosa? Beh comunque lo consiglio a tutti”.
Anche Carlo Conti, finora impeccabile nella conduzione, è incappato nella sua prima papera: al momento di annunciare l’ultimo semifinalista tra i quattro giovani in gara, ha pronunciato il nome dell’artista sconfitta, Rakele, mentre alzava il braccio della vincitrice, Amara. Insieme alla cantante toscana è passato alle semifinali della categoria Nuove Proposte Giovanni Caccamo, eliminando Serena Brancale.
I big invece si sono cimentati nelle cover. A vincere la gara è stato Nek con una bella versione di “Se telefonando” di Mina. Medaglia d’argento per Il Volo con “Ancora” di De Crescenzo, seguiti da Marco Masini con “Sarà per te” dell’amico Francesco Nuti, Moreno con una versione reggae particolarmente riuscita di “Una carezza in un pugno” di Celentano e dai Dear Jack con “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo.
Grande attesa infine per ritorno all’Ariston degli Spandau Ballet, band simbolo degli anni ’80. I cinque musicisti inglesi, che avevano già partecipato al festival nel lontano 1985, non hanno tradito le aspettative, conquistando il pubblico con un medley dei propri pezzi più famosi.
Fos

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