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Martedì 24 gennaio 2023 - 12:58

Ex Ilva, Toti: a Genova aree in disuso vadano a chi dà più lavoro

"A noi interessa occupazione, non guerra tra acciaio e logistica"

Genova, 24 gen. (askanews) – “Quello che interessa a noi è far lavorare dei liguri. Non è in tutta franchezza una guerra tra logistica e acciaio. Chi darà più lavoro, occupazione, chi costruirà un piano credibile assumendo nuovi lavoratori avrà tutto il sostegno delle istituzioni. Speriamo tutti e siamo tutti convinti che l’acciaio sia strategico per il Paese ma dopo averlo detto, annunciato, proclamato e difeso, questo deve accadere”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, parlando del futuro delle aree inutilizzate dello stabilimento ex Ilva di Genova, a margine della commemorazione per il 44esimo anniversario dell’assassinio di Guido Rossa.


“È evidente – ha sottolineato Toti – che se a questo stabilimento arriverà l’acciaio necessario per tornare a crescere come occupazione, saremo tutti qui a sostenerlo. Se questo stabilimento, grazie alla produzione di Taranto, avrà modo di tornare a produrre milioni di tonnellate, avrà bisogno di tutte le aree e tornerà ad avere migliaia di dipendenti e nessuno sarà certamente qui con il metro in mano a misurare aree che questo stabilimento occupa, anzi io auspicherei che questo sito industriale possa addirittura ampliarsi, se desse lavoro occupazione e ricchezza”.



“Questo stabilimento – ha aggiunto il governatore ligure – è un pezzo importante della storia industriale di questo Paese. Tutti noi speriamo che il piano industriale presentato da Acciaierie d’Italia a Roma possa dare gli sbocchi che vorremmo, cioè un ritorno alla crescita dell’occupazione, un futuro di lungo periodo e un piano industriale ampio e articolato, che passa dalla riaccensione dell’altoforno cinque di Taranto, da un recupero di produzione e da una trasformazione in senso ambientale, che però richiederà anni. Da Taranto deve partire la produzione che qua viene finalizzata”.


“Se ripartirà Taranto – ha concluso Toti – questo stabilimento certamente farà la sua parte. Se invece questo stabilimento continuerà ad occupare circa 800 persone in un clima di totale incertezza o di consolidato ridimensionamento della produzione e quindi dell’occupazione, mi sembra evidente che le istituzioni locali, Comune e Regione, abbiano il dovere di riutilizzare gli spazi che potrebbero essere liberati per creare occupazione sostitutiva di quella che non viene creata dallo sviluppo dell’acciaio”.



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