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Lunedì 14 novembre 2022 - 12:41

Bankitalia: ripresa Marche proseguita, ma aumenta l’incertezza

In prima metà 2022 proseguita la crescita dei prestiti bancari

Roma, 14 nov. (askanews) – Anche nelle Marche la ripresa dei livelli di attività che si era avviata nel 2021 è proseguita nell’anno in corso. In base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, nella media del primo semestre del 2022 il prodotto marchigiano sarebbe cresciuto sostanzialmente in linea con il dato nazionale (5,7 per cento). Nel terzo trimestre, l’acuirsi dei rincari energetici ha però contribuito al progressivo deterioramento del quadro congiunturale, alimentando il clima di incertezza e condizionando le attese sulle prospettive di breve termine. Lo rileva l’istituzione di Via Nazionale l’aggiornamento congiunturale sulle Marche pubblicato oggi .


Nell’industria, l’attività è cresciuta in tutti i principali settori di specializzazione della manifattura regionale. L’indagine congiunturale condotta dalla Banca d’Italia evidenzia, in particolare, un diffuso aumento delle vendite nel calzaturiero nei primi nove mesi del 2022, dopo la debole dinamica dell’anno precedente.



Secondo lo studio, l’attività delle imprese risulta condizionata, oltre che dai rincari dell’energia, anche dal protrarsi di problemi di approvvigionamento di altre materie prime e beni intermedi. Le esportazioni sono cresciute in misura ampia, interessando tutti i comparti. Nel settore delle costruzioni è continuata la fase espansiva iniziata nella seconda parte del 2020, anche grazie agli incentivi fiscali per la riqualificazione del patrimonio abitativo. Nel terziario, il commercio ha beneficiato della crescita dei consumi delle famiglie; la stagione turistica estiva è stata particolarmente positiva, registrando un significativo aumento delle presenze di visitatori italiani e stranieri.


La liquidità delle imprese è rimasta su livelli elevati, rileva Bankitalia, sebbene in lieve riduzione nel corso dell’anno. L’accresciuto fabbisogno finanziario da parte del settore produttivo, legato anche all’aumento dei costi di produzione, si è tradotto in un’accelerazione dei prestiti.(Segue)



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