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Giovedì 20 ottobre 2022 - 13:20

Turismo,Booking.com: 7 previsioni per reinventare i viaggi nel 2023

Le persone faranno le scelte di viaggio tra caos e contraddizioni

Turismo,Booking.com: 7 previsioni per reinventare i viaggi nel 2023
Roma, 20 ott. (askanews) – I viaggiatori di tutto il mondo si sentono molto più ottimisti riguardo ai viaggi nel 2023 rispetto al 2022 e, nonostante l’attuale instabilità avvertita a livello globale, quasi tre quarti (72%) di loro sostiene che varrà sempre la pena viaggiare. Quella che un tempo era incertezza piena di speranza si sta trasformando in un coraggioso spirito di adattamento. Se nel 2022 abbiamo assistito a un trionfale ritorno delle vacanze e degli spostamenti, spiega una nota di Booking.com, nel 2023 vedremo una reinterpretazione creativa dei viaggi in un contesto caotico. Non ci saranno divieti e i viaggiatori torneranno a prendere in considerazione tutte le opportunità, alla ricerca del giusto equilibrio in un mondo pieno di contraddizioni.


Per capire in che modo i viaggi saranno reinventati in chiave creativa l’anno prossimo, Booking.com ha commissionato una ricerca approfondita su oltre 24.000 viaggiatori in 32 paesi e territori,1 abbinandola ai propri dati come piattaforma digitale leader nel settore, per rivelare sette previsioni di viaggio. In un momento di sconvolgimenti generali, in cui la guerra, l’aumento della polarizzazione sociale, l’inflazione e le preoccupazioni sul clima continuano a cambiare radicalmente il mondo, le persone si trovano di fronte a un tiro alla fune multidirezionale, cercando di conciliare le proprie priorità con le esigenze della vita quotidiana. Le previsioni di viaggio del 2023 riflettono questo sentimento, rivelando che le necessità dei viaggiatori si stanno muovendo in molte direzioni diverse per adattarsi alla realtà in continuo mutamento.



Una casetta nella natura, falò per cucinare e bussole: nel 2023 la parola d’ordine è uscire dagli schemi. Dopo anni di disastri naturali, disordini politici e pandemie globali, si ha sempre meno fiducia nel mondo e nelle frivole comodità della vita moderna. Quasi la metà dei viaggiatori globali (44%) e il 40% degli italiani desidera esperienze di viaggio più essenziali e vacanze “off-grid”, ovvero completamente autosufficienti, scollegati dalla rete elettrica e idrica per fuggire dalla realtà (viaggiatori globali 55%; viaggiatori italiani 50%), e per staccare la spina provando a vivere solo con lo stretto necessario (viaggiatori globali 44%; viaggiatori italiani 40%). Inoltre, nel 2023, le persone non vedono l’ora di viaggiare per imparare nuove tecniche di sopravvivenza (viaggiatori globali 58%; viaggiatori italiani 45%), tra cui “come procurarsi acqua pulita” (viaggiatori globali 53%; viaggiatori italiani 35%), “accendere un fuoco partendo da zero” (viaggiatori globali 42%; viaggiatori italiani 32%), “cercare cibo nella natura” (viaggiatori globali 32%; viaggiatori italiani 39%) o persino “prepararsi a un’apocalisse” (viaggiatori globali 39%; viaggiatori italiani 28%).


Vedremo nascere sempre più strutture eco-friendly e immerse nella natura per persone che abitano in città e sono alla ricerca di semplicità, così come alloggi che offrono ai clienti indicazioni su come essere più autosufficienti (per es. procurarsi e cucinare del cibo durante il soggiorno). Inoltre, si prevede un aumento in tutto il mondo delle scuole di sopravvivenza nelle aree selvagge, dove i viaggiatori impareranno a sopravvivere a un evento catastrofico. Tuttavia, viaggiare “off-grid” nel 2023 non vorrà dire necessariamente vivere un’esperienza spartana. In molti pensano che questo significhi rinunciare ai lussi (56%), ma c’è un forte desiderio di combinare i due elementi: il 48% dei viaggiatori globali e il 44% degli italiani prenderebbe in considerazione questo tipo di viaggi solo se il soggiorno offrisse comunque qualche comfort.



Quanto sono realmente disposti a “staccare la spina” i viaggiatori del 2023? Più della metà dei viaggiatori (viaggiatori globali 53%; viaggiatori italiani 52%) non può rinunciare a due requisiti: il telefono e internet. Il lato selvaggio della natura non li spaventa, ma solo se c’è il 5G.


Un tempo, i viaggi nello spazio erano considerati ambiziosi e “fuori dal mondo” nel vero senso della parola. Ma ora che sono diventati una realtà, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Quasi la metà (43%) dei viaggiatori globali e un terzo (31%) degli italiani, sostiene che l’anno prossimo proverà la realtà virtuale per cercare ispirazione per le proprie vacanze. Questo significa che nel 2023 i viaggi entreranno nello spazio virtuale 3D del metaverso, in continua evoluzione. Considerando che i partecipanti alla ricerca (viaggiatori globali 35%; viaggiatori italiani 25%) hanno dichiarato di desiderare un’esperienza di viaggio di più giorni nella realtà virtuale o artificiale, il metaverso non permetterà solo di provare un servizio prima dell’acquisto, ma avrà anche lo scopo di istruire, intrattenere e ispirare le persone, aprendo le porte a infinite avventure. I viaggiatori non avranno più limiti fisici e potranno provare diverse esperienze di viaggio quando i mondi del metaverso cominceranno a riprodurre e reinventare le destinazioni. Dopo il 2023, l’Interfaccia aptica, ovvero l’uso del tatto per interagire con gli utenti, renderà il viaggio virtuale davvero coinvolgente, offrendo sensazioni incredibili come il contatto con morbidi granelli di sabbia e con il calore del sole. I viaggiatori faranno scelte più audaci per i loro viaggi reali, dopo averli sperimentati nel metaverso tramite avatar digitali (utile soprattutto per chi ha timore di provare posti nuovi): infatti, a livello globale il 46% di loro sarebbe più incline a esplorare mete che non avrebbe mai considerato dopo averle prima sperimentate virtualmente; dato che però scende al 35% se si considerano le risposte dei viaggiatori italiani.



Anche se il metaverso offrirà un nuovo modo di sperimentare i viaggi nell’anno a venire, non impedirà alle persone di prenotare un biglietto per la loro prossima meta. Tre viaggiatori su cinque (viaggiatori globali 60%; viaggiatori italiani 69%) credono infatti che un’esperienza virtuale non sia abbastanza gratificante da poter rientrare nella lista di cose da fare almeno una volta nella vita.


Che tu voglia sfogare la tua energia, fuggire dallo stress o vedere la vita da una nuova prospettiva, il mondo è pronto a farti scoprire nuove culture e nuove esperienze. La metà (50%) dei viaggiatori di tutto il mondo e più di un terzo (35%) degli italiani, vuole immergersi in una cultura completamente diversa dalla propria nel 2023. Questo significa scoprire posti con lingue e tradizioni del tutto nuove (viaggiatori globali 51%; viaggiatori italiani 46%) o visitare città meno note con attrazioni inesplorate (viaggiatori globali 30%; viaggiatori italiani 35%).


Le comuni mete turistiche non fanno più gola: nel 2023 i viaggiatori andranno alla ricerca di posti che sorprendono e lasciano a bocca aperta. Il 63% degli italiani e quasi tre quarti dei viaggiatori globali (73%) sognano di sperimentare un viaggio che li faccia uscire dalla comfort zone, ci sarà una grande offerta di esperienze di nicchia ed estreme. Quasi la metà (47%) è alla ricerca di prelibatezze esotiche, come il peperoncino più piccante al mondo (viaggiatori italiani 35%), mentre il 38% vuole sfruttare le proprie vacanze per conoscere il mondo extraterrestre su un UFO o avvistare gli alieni (viaggiatori italiani 29%). Ovviamente, questa tipologia di viaggiatori tende a fare scelte poco prudenti. Circa tre su dieci (28% dei viaggiatori globali; 19% degli italiani) hanno dichiarato infatti di avere intenzione di comprare un biglietto di sola andata nel 2023 e di affidarsi interamente al proprio istinto.


Tra l’instabilità globale e la voglia di evasione, i viaggiatori italiani e globali sognano esperienze che rievochino periodi più spensierati della loro vita: nella loro lista dei desideri ci sono infatti fughe nostalgiche (88%) che permettano di rivivere tempi passati felici. C’è un forte desiderio (anche tra i millennial e tra la Generazione Z, che non ha mai vissuto questi tempi) di immergersi nel romanticismo di un’era pre-digitale. Quasi un quarto (23%) dei viaggiatori globali e il 19% degli italiani è alla ricerca di esperienze che evochino ricordi emotivi (finti) di giorni passati, come visitare luoghi o attrazioni ritratti in film cult o spostarsi in autobus per vivere lo spirito di gruppo delle gite scolastiche. I viaggiatori non mettono più il divertimento in secondo piano per preferire il relax: scelgono sempre di più l’adrenalina dei parchi a tema (viaggiatori globali 61%; viaggiatori italiani 46%) e attività creative, come escape room, cacce al tesoro e la costruzione di fortezze con enormi mattoni.


Ora che molti millennial sono genitori di figli piccoli, ci sarà sempre più interesse per le destinazioni popolari negli anni ’80 e ’90, come Budua (nel Montenegro), che negli anni ’80 era una buona alternativa a Saint Tropez per i vip, o Bolzano (in Italia), famosa per i suoi mercatini vintage di Natale. Queste due città rientrano nella lista delle destinazioni di tendenza per il 2023. I viaggiatori millennial saranno i primi a prenotare strutture in grado di far rivivere periodi che hanno particolarmente a cuore, e probabilmente sceglieranno di coinvolgere anche la propria famiglia (54%). I viaggi per reunion di famiglia multi-generazionali saranno infatti molto richiesti nel 2023.


I viaggi nel 2023 porteranno la cura della mente, del corpo e dell’anima a un livello superiore, un approccio totalmente immersivo e senza limiti per raggiungere la pace e il piacere, compresi alcuni modi meno convenzionali per sentirsi felici. Finalizzati al benessere della mente, i viaggi per meditare e ritrovare sé stessi sono sempre popolari, sia tra i viaggiatori globali (44%) che fra gli italiani (35%). Il 40% (38% degli italiani) sogna di vivere momenti di pace in un rifugio immerso nella tranquillità e il 42% (37% degli italiani) vorrebbe fare una pausa incentrata sul benessere psicologico e sul benessere trasformativo, o che aiuti a vivere serenamente tappe importanti della vita, come la menopausa o la gravidanza.


L’aumento delle discussioni nella sfera pubblica sul benessere sessuale, sul piacere e sull’orientamento, incoraggia più persone a partire per una fuga erotica (viaggiatori globali 36%; viaggiatori italiani 27%). Si prevede che nel 2023 saranno sempre più popolari le strutture per incontri poliamorosi, i “bondage camp” e i resort dedicati a far emergere con discrezione feticismi e perversioni, offrendo ai viaggiatori un posto sicuro dove esplorare i loro desideri sessuali lontano da casa.


Ora che la maggior parte delle persone non deve più lavorare necessariamente dall’ufficio, è sempre più diffusa la tendenza a trascorrere le vacanze staccando del tutto la spina. Un’alta percentuale (66%) vuole che i propri viaggi nel 2023 non contemplino assolutamente il lavoro. Sebbene il 49% dei viaggiatori globali, e il 44% degli italiani, non sia interessata a lavorare quando è fuori casa, prenderebbe in considerazione la possibilità di fare un viaggio business o partecipare ad un retreat aziendale. A quasi la metà ( viaggiatori globali 49%; viaggiatori italiani 44%) non interessa lavorare quando è fuori casa, ma prenderebbe in considerazione la possibilità di fare un viaggio o una trasferta aziendale. Infatti, i viaggi business torneranno all’ordine del giorno nel 2023. Ma a differenza di quanto accadeva nell’era pre-COVID, le persone sperano di avere più opportunità per relazionarsi con i colleghi nella vita reale e lontano dall’ufficio, riflettendo una crescente domanda di abbinare i viaggi di lavoro ad attività ludiche produttive. Infatti, il 44% dei lavoratori globali non vede l’ora che il proprio datore di lavoro organizzi un viaggio “reale” per riunire le persone, e poco più della metà (51%) vorrebbe che il datore di lavoro investisse in viaggi e trasferte aziendali i soldi risparmiati con il passaggio al lavoro ibrido/da remoto.


Di conseguenza, il 2023 vedrà un aumento dei viaggi aziendali incentrati sul rafforzamento delle relazioni e delle attività ricreative aziendali, piuttosto che sul lavoro. I datori di lavoro trasformeranno questi viaggi in un gioco e coinvolgeranno i dipendenti in un mondo in cui il lavoro di squadra è l’unica opzione. Potrebbe trattarsi di viaggi a tema “superstiti” in bungalow di lusso o ville di campagna, completi di cucina in comune e attività all’aria aperta, o di cacce al tesoro a sfondo criminale, con tanto di scuola di spionaggio e corsi da detective in stile CSI.


Anche le aziende potranno raccogliere i frutti di questa tendenza. Più della metà (59%) dei lavoratori di tutto il mondo crede che poter scoprire nuovi luoghi sarà una fonte di ispirazione per essere più produttivi sul lavoro.


Data l’incertezza economica globale, nel 2023 le persone continueranno a dare priorità ai viaggi ma cercheranno di sfruttare al meglio il budget a disposizione e le priorità: circa la metà dei partecipanti alla ricerca (50% a livello globale, 49% a livello locale) sostiene infatti che investire in una vacanza rimanga una priorità assoluta. Ma fare attenzione al budget sarà fondamentale, dato che circa sette viaggiatori su dieci andranno alla ricerca di soluzioni con un miglior rapporto qualità-prezzo.


Nel 2023 si darà la massima importanza alla gestione delle risorse economiche per il viaggio, perché le persone cercheranno di spendere al meglio la propria somma a disposizione, approfittando di offerte, affari e periodi low cost (63%) e dando la priorità al buon rapporto qualità-prezzo, sfruttando gli sconti e i programmi fedeltà (60%). Oltre la metà dei viaggiatori (viaggiatori globali 53%; viaggiatori italiani 48%) cercherà di risparmiare scegliendo le destinazioni in bassa stagione o gli itinerari più lunghi, mentre la maggior parte di loro (viaggiatori globali 61%; viaggiatori italiani 58%) organizzerà il viaggio con più anticipo, nella speranza di trovare offerte migliori. Più della metà (55%) dei viaggiatori globali crede che per sfruttare al massimo il budget sia meglio partire per una o due vacanze più lunghe, invece che per numerosi brevi viaggi.


In questo scenario, molti viaggiatori sono anche sorprendentemente pronti a spendere di più – e addirittura a non badare a spese – per gli aspetti del viaggio che ritengono più importanti. Quasi la metà (49% dei viaggatori globali; 45% degli italiani) di loro ammette di voler essere più indulgente per quanto riguarda le spese durante la vacanza per compensare l’assenza di viaggi degli ultimi due anni, mentre per altri (43% a livello globale, 32% a livello locale) il programma è di spendere senza misura pur di godersi al massimo il viaggio e tutte le esperienze che vale la pena provare.


Arjan Dijk, Senior Vice President e Chief Marketing Officer di Booking.com commenta: “Se gli ultimi anni ci hanno insegnato qualche cosa, una di queste è che il viaggio non deve essere dato per scontato. La ricerca sulle previsioni di viaggio di quest’anno mostra una serie di comportamenti paradossali intenzionali che ci permetteranno di vivere più serenamente in un contesto di incessante instabilità. Indica anche che la voglia di viaggiare è un modo per cercare momenti di felicità e di evasione, per contrastare la dura realtà mostrata dai notiziari. L’obiettivo di Booking.com per il prossimo anno e oltre sarà quindi continuare a rendere più facile per tutti trovare la propria oasi di felicità nel viaggio, in modo più personalizzato e connesso.”


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