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Venerdì 30 settembre 2022 - 18:49

Price cap sul gas, Commissione Ue sotto pressione Stati membri

Paesi favorevoli verso accordo con Berlino, ma sarà "price range"

Price cap sul gas, Commissione Ue sotto pressione Stati membri
Roma, 30 set. (askanews) – Il Consiglio Energia straordinario dell’Ue dedicato alla risposta ai rincari energetici, che si è tenuto oggi a Bruxelles, si è concluso con un accordo già, ampiamente scontato, sulle misure che aveva proposto due settimane fa la Commissione europea, e con un gioco degli specchi sulla controversa ipotesi di imporre un tetto generale nel mercato unico al prezzo del gas, da ovunque sia importato (e non solo dalla Russia, come voleva la Commissione).


L’Esecutivo comunitario, inizialmente contrario a questo tetto al prezzo generalizzato per il gas, è stato messo sotto forte pressione da parte dei 15 Stati membri che lo hanno chiesto, fra cui Italia, Francia, Spagna, Polonia, Belgio e Grecia. Non solo: questi sette paesi, assecondati dalla presidenza di turno ceca dell’Ue, hanno organizzato un incontro due ore prima del Consiglio, alle 7 di stamattina, insieme a Germania e Olanda, i due paesi più importanti (dal punto di vista economico e del consumo di energia), fra quelli contrari al “price cap”.



Come ha poi riferito il ministro italiano Roberto Cingolani, questo gruppo di Stati membri più “energivori” ha quindi concordato di continuare a lavorare nei prossimi giorni per produrre delle indicazioni, dei “bullet points”, da consegnare la settimana prossima alla Commissione europea, affiché possa formulare una proposta formale “accurata” sul prezzo del gas. che dovrebbe essere basata su una serie di indicatori del mercato mondiale (come il Brent e l'”Henry Hub Natural Gas Spot Price”) e consistere non più in un tetto, ma in una forchetta (“range”) di prezzi, da negoziare con i fornitori affidabili (quindi non con la Russia).


Non una soglia, quindi, ma una banda di oscillazione dei prezzi (simile quella dello Sme, il “serpente monetario” europeo che esisteva prima dell’euro). Come ha spiegato Cingolani, questa banda di oscillazione, basata su una “indicizzazione intelligente”, dovrebbe consentire delle variazioni di prezzi ragionevoli, e non l’estrema volatilità “totalmente fuori controllo” a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.



Il ministro italiano ha anche indicato che questa nuova proposta, ancorché non ancora formalizzata, dovrebbero essere già pronta per essere discussa al vertice informale dei capi di Stato e di governo che si terrà a Praga il 6 e 7 ottobre.     Di tutto questo non ha parlato, durante la conferenza stampa conclusiva del Consiglio, la commissaria Ue all’Energia, Kadri Simson. Che tuttavia una indicazione l’ha data: “Un certo numero di ministri – ha riferito Simson – ha sostenuto oggi un tetto massimo del prezzo del gas all’ingrosso che copra tutte le transazioni, sia quelle nel mercato interno che le importazioni”. E ha annunciato: “Sulla base del contributo di oggi, la Commissione lavorerà con gli Stati membri e svilupperà ulteriormente queste idee prima del Consiglio europeo della prossima settimana. Questo lavoro costituirebbe in definitiva la base di una proposta legislativa che presenteremo rapidamente”. Tra l’altro, arrivando in Consiglio in mattinata, la commissaria aveva anche menzionato le “forchette di prezzi” (“price corridors”) come un’ipotesi da esplorare.


Simson, comunque, ha ricordato i motivi per cui la Commissione si era dichiarata contro il “price cap” generalizzato sul gas. Ha ammesso che “avrebbe chiaramente un effetto sui prezzi, ma – ha aggiunto – significherebbe anche di fatto la sospensione del mercato del gas dell’Ue, e creerebbe rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento”.



A questo punto, la commissaria ha inviato un avvertimento ai ministri sul fatto che, se vogliono andare avanti su questa strada, ci saranno delle condizioni da rispettare. “Per compiere un passo così drastico in modo responsabile, ci sarebbero dei dei prerequisiti non negoziabili, primo tra tutti – ha sottolineato – un impegno obbligatorio inequivocabile da parte degli Stati membri a risparmiare la domanda di gas oltre il nostro attuale piano di riduzione del 15%”.


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