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Mercoledì 21 settembre 2022 - 17:48

Toscana, Nardini: con Pnrr per più opportunità lavoro a laureati

Grazie anche a nuova programmazione FSE 2021-2027

Firenze, 21 set. (askanews) – “Occorre concentrare le energie per potenziare le opportunità lavorative di chi si laurea in Toscana. L’auspicio è che le misure che la Regione metterà in campo, a partire da quelle offerte dal PNRR e dalla nuova programmazione 2021-2027 del Fondo Sociale Europeo, diano davvero l’opportunità per tornare a vedere l’Università, e in generale l’istruzione e la formazione, come la grande leva per far ripartire l’ascensore sociale”.


È questo in sintesi il messaggio lanciato da Alessandra Nardini,assessora regionale a istruzione, formazione, lavoro, Università e ricerca, pari opportunità, nel corso della tavola rotonda di questa mattina che ha conclso i lavori del programma di convegni in presenza della seconda edizione della Fiera Toscana del Lavoro, promossa dalla Regione e da Arti (Agenzia regionale toscana per l’impiego) alla Fortezza da Basso di Firenze.



Gli approfondimenti della mattinata – cui hanno partecipato tra le altre e gli altri, docenti delle Università toscane, rappresentanti delle parti sociali, ricercatrici dell’Irpet – hanno visto al centro l’attività di analisi che sta compiendo l’Osservatorio sulle transizioni al lavoro dei laureati in Toscana, progetto di Regione Toscana, portato avanti insieme agli Atenei toscani e all’Università La Sapienza di Roma, in convenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.


Dai primi risultati dell’Osservatorio emerge che nel medio-lungo periodo chi consegue il diploma di laurea risulta avvantaggiato, in termini di tasso di occupazione e salari, rispetto a una non laureata o a un non laureato. Inoltre, il sistema delle imprese manifatturiere toscane, anche per la propria specializzazione, assorbe pochi laureati, pur offendo contratti migliori del terziario. Mentre è quest’ultimo il settore che recluta più laureate e laureati; il settore pubblico ha un’importanza notevole, ma soprattutto nella scuola e Pubblica amministrazione risultano in maggioranza i contratti precari.



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