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Martedì 2 agosto 2022 - 16:58

Boccia (Luiss): riattivare ascensore sociale con borse di studio

Giovani non chiedono rendite di posizione, la formazione sia al centro

Boccia (Luiss): riattivare ascensore sociale con borse di studio
Milano, 2 ago. (askanews) – “Bisogna riattivare l’ascensore sociale del Paese. Creare le condizioni perché questo accada, con scelte concrete”. A parlare, in una intervista al Corriere della sera, è Vincenzo Boccia, presidente della Luiss e già presidente di Confindustria che chiede di rimettere al centro l’istruzione e la formazione per il rilancio del Paese e per dare una speranza ai giovani. Che, dice, “non chiedono rendite di posizione, vogliono investire sui propri percorsi di crescita”.


“La domanda di giovani capaci di unire competenze tecniche ed empatia è destinata a crescere”, afferma Boccia che aggiunge: “Se sull’istruzione non si fa un’operazione di sistema, i nostri sforzi non possono bastare. Qui bisogna rendersi conto che il lavoro è un fattore di coesione del Paese. Ci vorrebbe un grande confronto su occupazione e sviluppo”. Richiamando il quarto pilastro del Pnrr l’ex numero uno di Confindustria ricorda che “bisogna aumentare il numero dei laureati, che ora sono meno del 30%, e aumentare le possibilità con le borse di studio”. E qui pensa “ad esempio al credito d’imposta per le imprese che finanziano borse per giovani che possono laurearsi anche in discipline non legate alle attività di quell’azienda.



Boccia sottolinea che l’università che presiede sta lavorando “a livello internazionale” per “costruire una rete che oggi vede 315 Università partner in 62 Paesi”. Ma il progetto su cui l’Italia potrebbe giocarsi una partita è quello su “Mediterraneo, Africa e Paesi dell’est di prossimità”. “Dobbiamo creare un hub di formazione euromediterraneo – spiega – Ma non come qualcuno sostiene per il Sud, no. Per il Paese”.


Ribadisce quella che è una storica debolezza della nostra formazione, la necessità di “un focus spinto su lauree Stem e su formazione tecnica post-diploma”. E poi c’è anche un altro fronte “quello dell’equità generazionale. Lei crede che se si creassero condizioni favorevoli per lo studio, la formazione dei loro nipoti, i nonni non ne sarebbero felici? Ecco, la politica dovrebbe essere più attenta a queste dinamiche. Certo, i diritti dei pensionati non vanno ridiscussi. Ma si potrebbe pensare a un cuneo fiscale azzerato per due anni per i neoassunti”. “Si possono fare cose concrete per alimentare la speranza – conclude – e ridurre quella che Draghi, quando era governatore della Banca d’Italia, definì come il male dell’economia: ‘l’ansietà'”.



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