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Martedì 5 luglio 2022 - 13:15

Siccità, Confagri Veneto: serve un commissario per Delta del Po

4,8 mn sono solo un primo step, conta danni è altissima

Siccità, Confagri Veneto: serve un commissario per Delta del Po
Roma, 5 lug. (askanews) – “Siamo soddisfatti per lo stato d’emergenza varato per il Veneto. Ma 4,8 milioni devono essere considerati solo il primo step. Dovranno seguire interventi più consistenti, perché la situazione, con questo caldo anomalo, è drammatica”. Così Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, si esprime sul via libera al provvedimento governativo dello stato di emergenza a causa della siccità per cinque regioni, tra cui il Veneto.


I 4,8 milioni stanziati per il Veneto sono “un passo importante, ma devono essere considerati un inizio. Solo per i seminativi i danni stimati, ad oggi, sono di 100 milioni di euro. Ma contando tutto il resto si sale a parecchie centinaia di milioni”. Per il mais si stimano già perdite del 50%, ma se la carenza di piogge dovesse continuare a lungo “le cifre saranno ben più alte – spiega – Anche la soia si sta seccando, così come nella zona del Delta del Po la produzione di riso è messa a rischio dalla risalita del cuneo salino. Stanno saltando in molte zone anche i secondi raccolti, perché con le temperature così alte e la penuria d’acqua gli agricoltori stanno rinunciando a seminare”.



Giustiniani sottolinea che il caldo anomalo e la siccità stanno diventando la norma e perciò fondi andranno stanziati per un piano irriguo serio, “che deve passare da un piano di opere che comprenda piccoli e grandi invasi, il rinnovamento dei sistemi irrigui, promozione di sistemi di supporto all’agricoltore per valutare i fabbisogni idrici delle colture come le centraline meteorologiche, sistemi efficaci e innovativi di riutilizzo delle acque reflue. Nel breve periodo servono azioni di soccorso, perché è fondamentale usufruire della maggior quantità d’acqua possibile contenuta nei serbatoi per poter risollevare, per almeno un periodo di 15 giorni, le produzioni agricole grazie all’aumento della portata dei fiumi e dei canali di irrigazione. Lo stato d’emergenza dovrebbe consentire il rilascio eccezionale delle portate dei serbatoi idroelettrici e a gestire l’eventuale ulteriore rilascio delle portate dei laghi alpini e prealpini”.


Alla siccità si aggiungono i danni causati ieri dal forte vento nelle zone di pianura, soprattutto nel Basso Veronese, dove nel tardo pomeriggio forti raffiche hanno provocato l’allettamento delle coltivazioni di mais, con danni maggiori nelle zone tra Trevenzuolo e Isola della Scala.



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