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Lunedì 4 luglio 2022 - 19:04

Risalita tassi bond e il “diktat” Bundesbank sullo scudo antispread

Nagel elenca una serie di condizioni per il nuovo strumento

Risalita tassi bond e il “diktat” Bundesbank sullo scudo antispread
Roma, 4 lug. (askanews) – Tornano alcune vendite e pressioni sui titoli di Stato dell’area euro e italiani. Mancano poco più di due settimane al Consiglio direttivo della Bce, che oltre ad alzare i tassi per la prima volta da 11 anni dovrebbe anche discutere del nuovo strumento antispred in preparazione. E su questo aspetto il dibattito tra i banchieri centrali sembra ancora nel vivo. O almeno così sembrerebbe dalle numerose e rigorose condizioni dettate oggi dal numero uno della Bundesbank, Joachim Nagel, che come tutti i governatori delle banche centrali nazionali dell’area valutaria siede nel direttorio Bce.


Premesso che per Nagel oggi la priorità assoluta è la lotta all’inflazione. E che su questo la Bce (che fa capire essere in ritardo) dovrebbe mostrarsi più risoluta – altrimenti rischia domani di dover sterzare verso una linea ancor più restrittiva – un nuovo strumento antiframmentazione potrebbe essere giustificato “solo in circostanze eccezionali” e sulla base di “condizioni rigorosamente definite”. Intervenendo al Frankfurt Euro Finance Summit, il banchiere centrale tedesco ha elencato 3 condizioni preliminari, per poter allestire questo nuovo strumento, più altre 3 condizioni operative sulla sua concreta fattura.



I tre prerequisiti sono, primo, che i differenziali di rendimento tra titoli di Stato risultino “ingiustificati nei fondamentali. In altri termini – ha detto – che siano il frutto di eccessi dei mercati finanziari”. Secondo, che gli Stati membri non stiano ricevendo gli impulsi di politica monetaria intesi dalla Bce, quindi che il meccanismo di trasmissione della politica monetaria stessa sia impedito. Terzo, che questi differenziali stiano limitando la capacità della Bce di perseguire la stabilità dei prezzi nell’eurozona.


Inoltre, sempre a detta di Nagel, per essere appropriatamente disegnato lo strumento deve rispettare altri tre condizioni: primo, non deve avere come effetto quello di modificare l’orientamento della politica monetaria. E questo significa “che se fosse necessario andrebbero prese misure anche per neutralizare il suo impatto nell’orientamento monetario”.



Secondo, deve risultare compatibile con il mandato della Bce e giustificato solo da obiettivi di politica monetaria. E qui Nagel ha osservato che bisognerebbe anche chiarire “che cosa avrebbe di diverso rispetto all’Omt”, che è un meccanismo già esistente anche se mai attivato e che richiede allo Stato beneficiario di avviare un pieno programma di correzione e assistenza con il fondo anticrisi Mes. Il punto è che proprio per questo specifico aspetto e il suo inevitabile effetto reputazionale e simbolico negativo (sarebbe un po’ come chiamare la Troika) ad oggi nessun Paese ha ritenuto di farvi ricorso.


Terza condizione, la sovramenzionata questione del permanere di incentivi alle politiche economiche a perseguire line sostenibili. Questo aspetto era stato già citato dalla presidente Bce, Christine Lagarde. Mentre quello di “sterilizzare” gli effetti delle manovre anti spread era stato ipotizzato dal governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau. Per Nagel comunque “è chiaro che al momento la nostra attenzione deve andare agli alti livelli di inflazione. E’ importante – ha concluso – concentrare tutti i nostri sforzi nel combattere questa alta inflazione”.



Intanto oggi si sono viste vendite e speculari rialzi dei tassi sulle emissioni di tutti i paesi dell’area euro. I Btp decennali hanno chiuso la sessione con tassi al 3,35%, in rialzo di circa 12 punti base, secondo Mts, e uno spread, il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti (saliti di 7 punti base all’1,35%) a 201 punti base. Rialzi analoghi hanno riguardato i Bonos decennali della Spagna, con rendimenti al 2,52% e uno spread a 117 punti base.


Per parte sua il vicepresidente della Bce, lo spagnolo Luis De Guindos, intervenuto allo stesso convegno a cui ha parlato Nagel non si è discostato sul tema rispetto alla linea ufficiale tenuta dall’istituzione. Sui differenziali vanno evitati eccessi ingiustificati affinché non si comprometta la corretta trasmissione della politica monetaria.


Per questo la Bce ha già deciso di procedere “con flessibilità” nelle operazioni di rinnovo dei titoli accumulati con il piano anticrisi Pepp. Significa che i proventi derivanti dalle obbligazioni che giungono a maturazione potrebbero essere utilizzati per effettuare, momentaneamente, acquisti concentrati sui paesi maggiormente sotto pressione.


Parallelamente, ha ricordato, la Bce ha accelerato i preparativi per creare un nuovo strumento anti spread. E su questo ha lanciato un richiamo. “Le politiche di bilancio dovrebbero fare la loro parte – ha detto – garantendo finanze pubbliche sane sul medio termine e assicurando sul breve termine sostegni mirati e temporanei al gruppi vulnerabili”.


Infine, sempre oggi indirettamente sul mercato potrebbe aver pesato la prospettiva che proprio la Bce, secondo le ricostruzioni del Financial Times, possa studiare correttivi per impedire alle banche di realizzare profitti supplementari involontariamente agevolati dalla politica monetaria stessa. Nel mirino ci sarebbe, nel contesto di rialzo dei tassi, l’allettante differenziale che si va ad allargare tra le condizioni dei mega rifinanziamenti a lungo termine (Tltro) alle banche stesse e altri tassi, come lo strumento di deposito presso la Bce.


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