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Lunedì 4 luglio 2022 - 21:08

Corte Conti Ue punta i fari su frodi nella Politica agricola comune

Chiede più attività di contrasto. E' la prima voce del Bilancio Ue

Corte Conti Ue punta i fari su frodi nella Politica agricola comune
Roma, 4 lug. (askanews) – La Corte dei conti europea punta il dito contro una molteplicità di frodi che avvengono attorno alla Politica agricola comune (Pac), che peraltro costituisce la maggiore componente di spesa nel bilancio comunitario. In un rapporto pubblicato oggi, i giudici contabili affermano che l’Ue deve essere “più proattiva” nella lotta contro le frodi nella Pac, tenendo anche presente che questa comprende alcuni regimi di spesa “particolarmente esposti”.


Secondo quanto riporta un comunicato, la relazione fornisce una panoramica dei rischi di frode e valuta il modo in cui la Commissione europea vi reagisce. La Corte conclude che la Commissione ha risposto, ma dovrebbe essere più proattiva nell’affrontare determinati rischi di frode, quali le forme illegali di “accaparramento dei terreni”.



Gli autori delle frodi, si legge “potrebbero sfruttare le debolezze presenti nei controlli degli Stati membri, la Corte raccomanda alla Commissione di migliorare il monitoraggio delle misure antifrode nazionali, di fornire orientamenti più concreti e di promuovere l’uso delle nuove tecnologie per prevenire e individuare le frodi”.


Gli auditor della Corte hanno esaminato i meccanismi di frode nei regimi di pagamento della Pac, analizzando le misure finanziate dalla Pac in regime di gestione concorrente (pagamenti diretti, misure di mercato e sviluppo rurale) e verificando i dati dei periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020. I principali rischi individuati dalla Corte sono connessi all’occultazione, da parte dei beneficiari, di violazioni delle condizioni di ammissibilità, alla complessità delle misure finanziate e alle forme illegali di “accaparramento dei terreni”.



I settori di spesa soggetti a norme più complesse, ad esempio le misure di investimento nel settore dello sviluppo rurale, sono esposti a un rischio maggiore. Alcuni regimi di pagamento della Pac volti a sostenere categorie specifiche di beneficiari si sono rivelati a rischio di frode, prosegue il comunicato, poiché alcuni richiedenti non comunicano informazioni pertinenti o creano artificialmente le condizioni per soddisfare i criteri di ammissibilità e beneficiare indebitamente degli aiuti della Pac.


Ciò vale, ad esempio, per il sostegno fornito alle Pmi agricole che non hanno comunicato i loro collegamenti con altre imprese, o per i beneficiari non ammissibili che richiedono pagamenti come “giovani agricoltori”. L'”accaparramento dei terreni”, poi, può implicare pratiche fraudolente, quali falsificazione di documenti, coercizione, uso di influenze politiche o informazioni privilegiate, manipolazione delle procedure o pagamento di tangenti. Dalle indagini condotte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) e dalle autorità nazionali è emerso che le superfici agricole maggiormente esposte a questo tipo di attività fraudolenta sono i terreni demaniali o i terreni privati con assetto proprietario poco chiaro.



I frodatori potrebbero anche mirare ad acquisire terreni, in modo legale o con altri mezzi, al solo scopo di ricevere pagamenti diretti, senza svolgervi alcuna attività agricola. Il rischio è più elevato per alcuni terreni da pascolo e determinate zone montuose, in cui risulta più difficile per gli organismi pagatori verificare l’effettivo svolgimento dell’attività agricola richiesta, come ad esempio il pascolo. Poiché l’ultima analisi del rischio di frode della Pac espletata dalla Commissione risale al 2016, la Corte raccomanda alla Commissione di aggiornare la sua valutazione dell’esposizione al rischio di frode dei diversi regimi di spesa nonché della capacità delle misure antifrode attuate dagli Stati membri di individuare, prevenire e correggere le frodi.


La Corte raccomanda inoltre alla Commissione di adottare le misure necessarie per mitigare i principali rischi di frode e promuovere le opportunità offerte dalla tecnologia, quali l’estrazione dei dati, l’apprendimento automatico, le immagini satellitari e la fotointerpretazione, per lottare contro le frodi, incoraggiando gli Stati membri ad adottare provvedimenti in tal senso.


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