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Giovedì 23 giugno 2022 - 17:38

Nasce filiera Agri.Bio.Metano: sostituire gas russo con biometano

Ottenuto da sottoprodotti agricoli e agroindustriali

Nasce filiera Agri.Bio.Metano: sostituire gas russo con biometano
Roma, 23 giu. (askanews) – Sostituire il gas russo con il biometano agricolo: è l’obiettivo della filiera Agri.Bio.Metano, presentata a Bologna dalla Confederazione dei bieticoltori-CGBI, gruppo al vertice del comparto italiano dell’energia rinnovabile con 23 impianti biogas realizzati e oltre 200 gestiti in service.


Agri.Bio.Metano diventa una realtà grazie agli accordi siglati oggi con partner come Coprob-Italia Zuccheri, Granarolo e Fruttagel, “per produrre insieme biometano sfruttando i sottoprodotti agricoli e agroindustriali”, hanno annunciato Gabriele Lanfredi e Guglielmo Garagnani, rispettivamente presidente e vice presidente del gruppo CGBI, unione di ANB e CNB.



La produzione di biometano della filiera agroenergetica potrà sostituire una quota importante dei consumi interni di metano fossile. Inoltre, il digestato risultante dal processo produttivo verrà usato come fertilizzante dalle aziende agricole conferenti in sostituzione ai concimi chimici, con una particolare collocazione e valorizzazione in agricoltura biologica.


CGBI metterà a disposizione dei progetti l’intera quota di spettanza polpe dei propri associati, ossia il residuo della lavorazione della barbabietola da zucchero ora utilizzato negli impianti biogas per la produzione di energia elettrica.



Anche l’impianto di biometano in fase di realizzazione ad Alfonsine, nel Ravennate, entra a far parte della filiera Agri.Bio.Metano.


Il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha commentato: “gli agricoltori devono continuare ad aumentare produttività e competitività e devono soddisfare le necessità di una popolazione in crescita. Ma non solo, il conflitto russo/ucraino ha messo in evidenza numerose criticità: prime fra tutte l’autosufficienza alimentare e la necessità di produrre energia a livello nazionale. Già oggi il settore agricolo contribuisce all’8,5% della produzione elettrica. Non è ancora abbastanza e come sempre agricoltori e allevatori faranno la loro parte. Siamo qui oggi proprio per presentare questo progetto innovativo, in cui crediamo, che permetterà di fare sistema per produrre energia rinnovabile da sottoproduzioni agricole, riducendo, in tempi brevi, la dipendenza dalle importazioni di energia”.



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