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Martedì 31 maggio 2022 - 13:07

Visco: rischio clima entrato in vigilanza banche, risparmio e finanza

Migliorare tassonomia, rendere più omogenee le giurisdizioni

Visco: rischio clima entrato in vigilanza banche, risparmio e finanza
Roma, 31 mag. (askanews) – In linea con quanto fatto dalla vigilanza bancaria della Bce sulle banche “significative”, alla Banca d’Italia “abbiamo di recente pubblicato le nostre aspettative sulle modalità con cui gli intermediari bancari e finanziari che vigiliamo direttamente sono chiamati a integrare i rischi climatici e ambientali nelle loro strategie e sistemi di controllo, nonché nelle informazioni fornite al mercato”. Lo ha riferito il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle Considerazioni finali all’Assemblea dei partecipanti.


Al tempo stesso “sia in Europa sia presso il Comitato di Basilea si sta inoltre valutando la possibilità di modificare la regolamentazione prudenziale in funzione di tali rischi; su questo fronte – ha precisato – si procede con cautela, nella consapevolezza delle difficoltà che riguardano la loro misurazione”.



Intanto sul risparmio gestito, “lo scorso anno è entrato in vigore il nuovo Regolamento sull’informativa in materia di finanza sostenibile. Per i fondi commercializzati in Europa che intendano promuovere iniziative ambientali o sociali o abbiano come obiettivo gli investimenti sostenibili sono previsti obblighi rafforzati di trasparenza informativa. La disponibilità di dati confrontabili e affidabili è una condizione essenziale affinché gli intermediari possano misurare e gestire i rischi, le autorità svolgere i loro compiti di indirizzo e controllo – ha spiegato – gli investitori effettuare scelte consapevoli”.


“Sono ancora necessari interventi per migliorare la tassonomia europea degli investimenti ecosostenibili, i cui criteri di attuazione sono stati individuati lo scorso anno, e approfondimenti su come rendere più omogenee a livello globale le definizioni adottate nelle diverse giurisdizioni. Sarà necessario predisporre adeguati principi per verificare l’evoluzione dei rischi climatici – ha concluso Visco – indicare standard contabili per la divulgazione di informazioni sulle emissioni di carbonio, sviluppare raccomandazioni sugli approcci di regolamentazione e di supervisione”.



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