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Giovedì 26 maggio 2022 - 11:32

Moda, Confindustria: primo trimestre 2022 cresce oltre le attese (+19,3%)

Ma preoccupa futuro: costi energia hanno impatto elevato per 80% imprese

Moda, Confindustria: primo trimestre 2022 cresce oltre le attese (+19,3%)
Milano, 26 mag. (askanews) – Primo trimestre 2022 oltre le aspettative per il settore della moda, che si chiude con una crescita media del fatturato del 19,3% contro le precedenti previsioni di febbraio di un +14%. Anche l’andamento degli ordini ha registrato un trend molto positivo, mostrando un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2021. Lo evidenziano i dati di Confindustria Moda, la federazione italiana che riunisce le associazioni dei settori tessile, moda e accessorio.


Per quanto riguarda il secondo trimestre, l’incremento medio delle vendite è atteso nell’ordine del 12,9%, che, sebbene sia una previsione positiva, vede un rallentamento anche a causa delle incertezze sullo scenario internazionale su cui pesano principalmente le tensioni del conflitto russo-ucraino. Con queste previsioni, il primo semestre dovrebbe archiviarsi con una crescita del fatturato del 16%.



Emerge tuttavia una forte preoccupazione legata al futuro del comparto, con un 43% che prevede un peggioramento dello scenario. A pesare sono le preoccupazioni legate al conflitto russo-ucraino, che sono solo in parte legate all’esportazione. E’ pari, infatti, al 43% del campione la quota di aziende esportatrici su questi mercati: il 61% delle imprese dichiara che la quota di export nei mercati russo, bielorusso e ucraino è inferiore al 5% del totale vendite aziendali. Solo il 3% è esposto per oltre il 50% dell’export complessivo.


Gli impatti più pesanti sono, invece, legati all’aumento dei costi di materie prime ed energia che colpisce trasversalmente tutti i settori del tessile, moda e accessorio. Sul fronte dei rincari dell’energia, l’80% dichiara che l’impatto sarà forte, il 18% prevede un impatto lieve, mentre solo per il 2% degli imprenditori questo sarà trascurabile. Sul fronte delle materie prime, 9 imprese su 10 denunciano aumenti sostanziali.



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