Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Insicurezza alimentare a Milano, tra chi ne soffre l’80% è donna

colonna Sinistra
Mercoledì 11 maggio 2022 - 18:46

Insicurezza alimentare a Milano, tra chi ne soffre l’80% è donna

Il profilo dei beneficiari del programma di Azione contro la fame

Insicurezza alimentare a Milano, tra chi ne soffre l’80% è donna
Milano, 11 mag. (askanews) – L’insicurezza alimentare colpisce anche Milano, dove Azione contro la Fame, organizzazione umanitaria internazionale specializzata nella lotta contro la fame e la malnutrizione infantile nel mondo, ha presentato oggi un progetto innovativo per contrastare il fenomeno nel breve e nel lungo periodo.


L’incontro con le famiglie beneficiarie del progetto nella periferia del capoluogo lombardo, si legge nel Report presentato oggi dalla Ong, ha permesso di raccogliere i primi dati: l’80% delle persone hanno richietso di aderire al progetto sono donne: un dato che, secondo la Ong, conferma l’evidenza secondo la quale, negli ultimi anni, siano state proprio loro le più colpite dalla condizione di emergenza. Le prime evidenze informano anche che hanno una età compresa tra i 30 e i 60 anni. Più della metà delle persone del campione dichiara di essere divorziata, separata o single, mentre il restante 44% è coniugata o convivente. Rispetto alla composizione del nucleo familiare, il 90% dichiara di far parte di una famiglia monoparentale o composta da due genitori e di avere uno o più figli minorenni a carico. Per l’Ong si tratta di un dato rilevante anche alla luce delle evidenze riportate da Istat nel Report Povertà 2020, all’interno del quale la presenza di figli minorenni è identificata come una causa della crescita dell’indice di povertà nelle famiglie.



Sempre in relazione al report Istat, il livello di istruzione costituisce un altro fattore importante. I dati relativi al progetto mettono in luce una spaccatura: da una parte, il 45% dei soggetti dichiara un livello di istruzione che oscilla tra la mancanza di alfabetizzazione fino al titolo di scuola media; il restante 65% dichiara un livello di istruzione compreso tra la scuola superiore e la laurea magistrale. “Si tratta di un segnale senz’altro positivo: un percorso di supporto e reintroduzione al mondo del lavoro – si legge nel Report – potrebbe permettere a queste persone di accedere a posizioni lavorative soddisfacenti”.


La mancanza di un’occupazione accomuna tutte le persone in difficoltà che si sono rivolte ad Azione contro la Fame attraverso il progetto “Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia”. Parte del percorso si focalizza sulla possibilità di trovare un’opportunità di lavoro che possa garantire alle famiglie di affrontare spese quotidiane e condurre una vita dignitosa.



La percentuale di soggetti che dichiara di trovarsi in una condizione di disoccupazione da più di 12 mesi è pari alla metà del campione, mentre la parte restante dichiara di essersi trovata in una condizione di disoccupazione solo negli ultimi mesi o di essere stata occupata in lavori occasionali o senza contratto. Questa condizione è spesso estesa all’intera famiglia: infatti, più della metà del campione comunica di vivere in una famiglia in cui tutti i membri sono disoccupati. Spesso si tratta di nuclei familiari nei quali più generazioni vivono nella stessa casa, o di nuclei più piccoli ma in condizioni abitative difficili come abitazioni abusive o condivise con altre famiglie.




CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su