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Venerdì 25 marzo 2022 - 10:00

Istat: a marzo forte calo fiducia consumatori, peggiora per imprese

Indice consumatori raggiunge valore più basso da gennaio 2021

Istat: a marzo forte calo fiducia consumatori, peggiora per imprese
Roma, 25 mar. (askanews) – Peggiora il clima di fiducia di consumatori e imprese. Per il mese di marzo l’Istat stima una decisa diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori che passa da 112,4 a 100,8. L’indice scende “marcatamente” raggiungendo il valore più basso da gennaio 2021. Flessione più contenuta, invece, per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 107,9 a 105,4.


Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in calo seppur con intensità diverse. In particolare, il clima economico e quello futuro cadono, rispettivamente, da 129,4 a 98,2 e da 116,6 a 93,5; il clima personale scende da 106,8 a 101,7 e quello corrente cala da 109,6 a 105,7.



Quanto alle imprese, tutti i comparti indagati registrano una diminuzione dell’indice di fiducia ad eccezione di quello delle costruzioni. Più in dettaglio, l’indice di fiducia diminuisce nel comparto manifatturiero (da 112,9 a 110,3), nei servizi di mercato (da 100,4 a 99,0) e nel commercio al dettaglio (da 104,5 a 99,9). In controtendenza, nelle costruzioni l’indice sale da 159,7 a 160,1.


Analizzando le componenti degli indici di fiducia, emerge che nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione in presenza di una stabilità delle scorte di magazzino; per quanto attiene le costruzioni, migliorano i giudizi sugli ordini mentre si registra un peggioramento per le attese sull’occupazione. Infine, nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio tutte le componenti si deteriorano ad eccezione dei giudizi sulle scorte nel commercio.



In relazione alle domande sulle esportazioni rivolte alle imprese manifatturiere trimestralmente, si stima un aumento del numero di imprese che segnala ostacoli all’attività di esportazione (la relativa percentuale passa da 44,5% del quarto trimestre 2021 a 53,5%). In particolare, cresce fortemente (dall’8,2 al 24,8%) la quota di imprese che evidenzia “Altri motivi” tra i principali ostacoli che condizionano l’export.




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