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Sabato 12 febbraio 2022 - 15:55

Visco al Forex: segnali incoraggianti sull’economia, giù debito-Pil

Crescita 2022 attorno al +4% ma ora stop agli stimoli generalizzati

Visco al Forex: segnali incoraggianti sull’economia, giù debito-Pil
Roma, 12 feb. (askanews) – “Segnali incoraggianti” sull’economia dell’Italia, che “ha mostrato una forte capacità di recupero” dalla crisi causata da lockdown e misure anti Covid. “La produzione industriale si è riportata già dalla scorsa primavera sui livelli precedenti la pandemia”, il Pil dovrebbe farlo “alla metà di quest’anno, l’occupazione verso la fine”. E secondo le nostre ultime stime, in Italia la crescita del prodotto si avvicinerebbe nella media di quest’anno al 4 per cento, per poi attenuarsi nei prossimi due”. E’ l’istantanea della situazione macroeconomica del Paese tracciata dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che oggi è intervento al 28esimo congresso Assiom Forex, che si è svolto a Parma.


Un altro elemento importante evidenziato da Visco, che era stato anticipato ieri dal presidente del Consiglio Mario Draghi è che “la marcata ripresa dell’economia” ha bloccato e invertito la crescita del rapporto debito-Pil “che alla fine del 2021 potrebbe essere sceso su valori prossimi al 150 per cento (da circa il 156 per cento raggiunto nel 2020), un livello nettamente inferiore a quanto previsto”.



Una dinamica che dimostra “con chiarezza l’importanza della crescita economica” per il risanamento dei conti. E proprio guardando ai conti, secondo Visco nel quadro attuale “limitati interventi di natura emergenziale possono ancora trovare giustificazione”, ad esempio su energia, bollette, turismo, o ristorazione. Invece “interventi generalizzati di stimolo potrebbero determinare tensioni sui prezzi, oltre a rischi per l’equilibrio dei conti pubblici”.


Visco ha poi riconosciuto il problema della crescente inflazione, superiore al previsto e con rischi “da monitorare”, ha detto. Ma ha ribadito l’attesa di un calmieramento e di livelli medi nell’area euro attorno al 2% nel 2023. Per questo “una graduale normalizzazione resta la strategia più appropriata” e “sarà cruciale che sia progressiva e ben ponderata, anche al fine di non creare incertezze che potrebbero destabilizzare i mercati finanziari e la ripresa”. Il Consiglio direttivo della Bce, infine, dovrà anche evitare qualunque frammentazione della trasmissione della politica monetaria (che tradotto significa anche eccessivi divari di rendimento, gli spread, tra titoli di Stato).



Ora “il successo del Pnrr sarà cruciale anche per consentire al Paese di vincere le sfide poste dalla transizione digitale ed ecologica, da cui nessun settore dell’economia è esente”. E “per le banche e gli intermediari finanziari, in particolare, gli investimenti in tecnologia e una gestione efficace dei rischi, anche di quelli legati al cambiamento climatico, non sono solo strumenti volti ad affrontare la crescente competizione, ma leve fondamentali per ridurre i costi dell’intermediazione, accrescere la qualità dei servizi offerti, migliorare la redditività e, in ultima analisi, fornire all’economia il sostegno di cui essa necessita”.




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