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Giovedì 13 gennaio 2022 - 10:26

L’inflazione dovrebbe frenare nel 2022, ma c’è incertezza sui tempi

Non esclusi livelli più alti se arriveranno spinte dai salari

L’inflazione dovrebbe frenare nel 2022, ma c’è incertezza sui tempi
Roma, 13 gen. (askanews) – La Bce continua ad attendersi un calmieramento dell’inflazione nei mesi a venire, anche se appare non del tutto granitica sul realizzarsi di queste previsioni.


“Nel corso del 2022, i prezzi dell’energia dovrebbero stabilizzarsi, l’andamento dei consumi normalizzarsi e le pressioni derivanti dalle strozzature dal lato dell’offerta a livello mondiale attenuarsi”. Ma “vi è incertezza circa il tempo necessario alla risoluzione di tali aspetti”, afferma l’istitzione monetaria nel suo ultimo bollettino mensile, che peraltro considera dati risalenti a novembre.



A novembre il caro vita nell’area euro era stato pari al 4,9% su base annua, a dicembre ha raggiunto il 5% e ieri negli Usa – dove il quadro macroeconomico è però in parte diverso – è stato riportato un aumento al 7%, il massimi da quasi 40 anni.


Secondo la Bce nell’area valutaria “l’inflazione dovrebbe rimanere su livelli elevati nel breve periodo, ma ridursi nel corso dell’anno. Il suo rialzo riflette principalmente il forte rincaro di carburante, gas ed elettricità. Alla componente energetica è riconducibile oltre la metà dell’inflazione complessiva registrata a novembre. La domanda – si legge – continua inoltre a eccedere l’offerta che, in alcuni settori, è limitata. Le conseguenze sono particolarmente evidenti nei prezzi dei beni durevoli e di quei servizi al consumo che hanno beneficiato delle recenti riaperture”.



Un altro elemento che fa pensare a Francoforte che il caro vita recederà è il venir meno dell’effetto statistico della riduzione temporanea dell’Iva in Germania. “Le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine ricavate dai mercati e dalle indagini sono rimaste sostanzialmente stabili, pur avvicinandosi complessivamente al 2 per cento negli ultimi mesi”.


In questo contesto e a fonte di una ripresa che si è moderata a fine 2021 ma che nei mesi a venire dovrebbe riprendere slancio “il Consiglio direttivo – prosegue il bollettino – ritiene che i rischi per le prospettive economiche siano sostanzialmente bilanciati. L’attività economica potrebbe superare le attese se i consumatori, in un clima di maggiore fiducia, risparmiassero meno di quanto previsto. Per contro, il recente aggravarsi della pandemia, compresa la diffusione di nuove varianti, potrebbe frenare la crescita in modo più persistente”.



Ma “se le pressioni sui prezzi si traducessero in aumenti salariali maggiori di quanto anticipato o se l’economia tornasse più rapidamente alla piena capacità produttiva, l’inflazione – rileva la Bce – potrebbe collocarsi su livelli più alti”.


Voz/Pie


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