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Mercoledì 24 novembre 2021 - 13:06

Al via progetto Irrigate per salvare pere Emilia Romagna

Per combattere moria dei pereti riducendo sprechi di acqua

Al via progetto Irrigate per salvare pere Emilia Romagna
Roma, 24 nov. (askanews) – Un progetto pluriennale per combattere la moria dei pereti che ha colpito diverse aziende dell’Emilia Romagna, con l’obiettivo di razionalizzare l’uso dell’acqua per l’irrigazione, riducendone gli sprechi e definendo nuove linee guida che contrastino gli effetti dell’innalzamento delle temperature causati dal cambiamento climatico.


Il progetto “IRRIGATE” è coordinato da Crpv – Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena (FC) e realizzato da un team composto dall’Organizzazione di produttori Apo Conerpo, dal CER – Canale Emiliano-Romagnolo, dalll’Università Politecnica delle Marche, dal Consorzio Fitosanitario di Modena e da Astra Innovazione e Sviluppo. In Emilia-Romagna, infatti, vengono prodotte il 70% delle pere made in Italy che corrispondono al 30% della produzione totale europea. Un settore che impiega migliaia di persone per centinaia di migliaia di giornate di lavoro ogni anno



La priorità è salvaguardare un’eccellenza regionale come la pera Abate Fetel, fortemente colpita dalle gelate primaverili e oggetto di una moria in diverse areali della regione, e risparmiare la materia prima più preziosa: l’acqua.


“Negli ultimi anni – spiega Daniele Missere, responsabile di progetto per il CRPV -, in diverse importanti aziende agricole specializzate nella coltivazione del pero collocate nelle aree più vocate come Modena, Ferrara, Bologna, Ravenna e Reggio Emilia, abbiamo assistito a diffuse ed estese morie delle piante, in apparenza non attribuibili a specifiche malattie o parassiti. Un problema che colpisce soprattutto le produzioni di pere Abate Fetel che rappresenta la varietà più coltivata in regione e quella più duramente colpita dalle gelate della scorsa primavera. Uno scenario che ci ha spinti a intervenire a sostegno di una produzione essenziale per l’Emilia Romagna, sia dal punto di vista economico che sociale, e che va tutelata dagli effetti dei cambiamenti climatici”.



Il punto di partenza sono stati i dati e le analisi svolte a partire dal 2018 dall’ufficio tecnico di Apo Conerpo, insieme al Consorzio fitosanitario di Modena, da cui è emersa l’ipotesi che la moria possa essere causata da un surplus d’irrigazione messo in atto, in piena buona fede, dai produttori. Una risposta istintiva e basata sul buon senso a estati sempre più calde e, soprattutto, sempre più siccitose. “In base ai risultati delle analisi e delle prove che saranno realizzate nei prossimi due anni – prosegue Missere – IRRIGATE intende mettere a punto linee guida per consentire ai produttori realizzare nuovi impianti di pero e per gestire quelli già esistenti nell’ottica di ridurre i consumi di acqua e prevenire o limitare la moria delle piante”.




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