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Martedì 23 novembre 2021 - 10:49

Vino, in Toscana produzione -15% ma ottima qualità, prezzi salgono

Confagricoltura Toscana: serve intervento a livello nazionale

Vino, in Toscana produzione -15% ma ottima qualità, prezzi salgono
Roma, 23 nov. (askanews) – “La qualità del vino in Toscana per la vendemmia 2021 è veramente eccellente, probabilmente ancora migliore rispetto a quella delle ultime annate, da questo punto di vista possiamo stare tranquilli. I problemi però ci sono: da un lato la produzione, per le gelate di aprile e la mancanza di pioggia nei mesi estivi è calata notevolmente, di circa il 15%, dall’altro lato i costi unitari sono aumentati e questo potrà incidere sul consumatore finale, con un incremento dei prezzi che difficilmente potrà essere inferiore al 10%”. È l’analisi fatta da Francesco Colpizzi, presidente Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana.


“L’incremento – ha aggiunto – è dovuto anche al fatto che il costo per le materie prime sono aumentate, come la cellulosa, il vetro e l’energia: un aspetto che, naturalmente, non riguarda solo il settore vitivinicolo ma anche altri comparti”.



A livello produttivo i cali maggiori si sono avuti nelle aree meridionali della regione, come in Maremma e a Montepulciano, ma anche le altre zone della collina interna vocate alla produzione del Brunello, del Chianti, della Vernaccia di San Gimignano e del Chianti Classico, registrano sensibili criticità.


La previsione è che i prezzi possano aumentare ancora, visto che non sembra arrestarsi l’incremento dei costi delle materie prime. “Chiediamo un intervento a livello nazionale, per venire incontro ai tanti produttori di vino italiani, che fanno un prodotto di eccellenza, riconosciuto in tutti il mondo”, spiega Colpizzi.



Tra le criticità riscontrate anche quelle relative al Parlamento europeo e alla Commissione speciale sulla lotta contro il cancro (Beca), Commissione che dovrà approvare entro i primi di dicembre un rapporto che, evidenzia Colpizzi, “presenta decisioni negative, a danno dei produttori”. In particolare “si prevede un aumento della tassazione sulle bevande alcoliche e viene nuovamente eliminato il concetto di consumo eccessivo”. “Nel settore – conclude Colpizzi – c’è grande preoccupazione, chiediamo al Ministero una presa di posizione chiara, la discussione a livello comunitario sta prendendo una brutta piega”.




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