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Martedì 23 novembre 2021 - 12:43

Bankitalia, XV lezione Paolo Baffi su credito, ricavi e capitale umano

L'economista di Princeton Kitoyaki spiega legami prestiti-flussi cassa

Bankitalia, XV lezione Paolo Baffi su credito, ricavi e capitale umano
Roma, 23 nov. (askanews) – Le dinamiche di erogazione del credito alle imprese non finanziarie, i sistemi (ma anche le insidie) con cui creditori e debitori possono cercare di mettersi al riparo dalla volatilità dei mercati, e il ruolo del capitale umano nell’attività imprenditoriale sono stati i temi al centro della quindicesima Lezione Paolo Baffi, che si è svolta oggi alla Banca d’Italia. Con il titolo “Orizzonti del Credito” è stata affidata quest’anno a Nobuhiro Kiyotaki, economista che insegna alla Princeton University.


Nei suoi studi, Kiyotaki ha approfondito il legame tra settore finanziario ed economia reale e, in particolare, ha mostrato in come le imperfezioni del mercato finanziario possano amplificare l’andamento del ciclo economico e gli effetti negativi di una crisi.



Aprendo la sua lezione, ha citato nuove evidenze, tratte da uno studio di Lian e Ma (2021) su dati statunitensi, secondo cui i prestiti delle imprese non finanziarie sono prevalentemente concessi a fronte dei ricavi degli anni immediatamente successivi, mentre un peso minore hanno i prestiti presi fornendo a garanzia le attività d’azienda.


Kiyotaki, spiegano fonti presenti alla lezione, ha poi presentato una nuova teoria che spiega il fenomeno legandolo al diverso orizzonte temporale di imprese e finanziatori esterni. Da un lato l’imprenditore, che fornisce il capitale umano su cui si fonda l’attività dell’impresa, ha una prospettiva più di lungo periodo e collegata al ciclo dell’investimento, dall’altro lato i finanziatori, siano essi azionisti o creditori, interessati in ogni caso ai rendimenti di breve-medio periodo.



In questo quadro, l’impiego dei flussi di cassa a garanzia del finanziamento (cashflow-based lending) protegge debitori e creditori dalla volatilità dei mercati nella valutazione delle attività d’impresa, ma al tempo stesso li espone a un altro tipo di rischio, quello che deriva da una riduzione temporanea e consistente del fatturato.


Il modello proposto fornisce dunque una chiave di lettura originale sull’impatto di uno shock ai ricavi delle aziende: l’attenzione ai rendimenti nel breve termine può escludere le imprese dal mercato del credito, minandone la sopravvivenza e, nell’aggregato, ridurre l’attività economica.



E alla luce delle teorie esposte da Kiyotaki, le implicazioni della crisi pandemica, che non ha intaccato il capitale fisico ma ha ridotto drasticamente i ricavi in alcuni settori, appaiono ancor più preoccupanti. L’analisi ha confermato anche l’importanza del sostegno pubblico alle imprese durante la crisi, che contribuendo a preservare la loro capacità di creare reddito ha ridotto anche i possibili danni di lungo periodo della crisi.


Infine, Kiyotaki ha sottolineato il ruolo centrale del capitale umano nell’attività imprenditoriale, confermando altresì l’importanza di un’efficace politica di investimento nell’istruzione e nella ricerca per stimolare l’investimento e la crescita nel lungo periodo.


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