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Giovedì 18 novembre 2021 - 12:01

Rendicondazione ESG favorisce accesso al credito

Indagine Forum Finanza Sostenibile e Altis

Rendicondazione ESG favorisce accesso al credito
Milano, 18 nov. (askanews) – Le PMI impegnate da più tempo in percorsi di rendicontazione di sostenibilità osservano effetti positivi in termini di accesso a nuove linee di credito (+15%) e miglioramento dei processi di pianificazione (+8,3%). Per le imprese partecipate da investitori istituzionali, la volontà di attrarre nuovi finanziatori e la risposta alle richieste informative della comunità finanziaria assumono una rilevanza significativamente superiore (rispettivamente +16% e +21%). E’ quanto emerge da una ricerca sulla rendicontazione non finanziaria delle aziende realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con ALTIS – Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentata nell’ambito della decima edizione della Settimana SRI.


La ricerca – che ha coinvolto 105 aziende – ha approfondito le pratiche di rendicontazione di 46 PMI, insieme alle criticità e agli incentivi che potrebbero spingere le restanti 59 ad avviare questa attività. Dall’indagine ricerca emerge che il 30% delle PMI rispondenti vede la presenza di almeno un investitore istituzionale nel proprio capitale di rischio. Di queste, più della metà (55%) rendiconta sui temi di sostenibilità. Il periodo di maggior aumento delle pratiche di rendicontazione ESG è quello segnato dalla crisi dovuta alla pandemia di COVID-19, con contrazioni significative del fatturato e degli investimenti delle piccole e medie imprese. Ciò dimostra il progressivo diffondersi della consapevolezza che la sostenibilità non è solo un costo, bensì una risorsa.



Le motivazioni prioritarie che hanno spinto le PMI ad avviare o proseguire il percorso di rendicontazione di sostenibilità sono di tipo interno: il bilancio di sostenibilità è percepito come uno strumento efficace per esprimere i valori e i principi di Corporate Social Responsibility dell’impresa. Ma in particolare la volontà di attrarre nuovi investitori e finanziatori e la risposta alle richieste informative della comunità finanziaria assumono una rilevanza significativamente superiore tra le imprese partecipate da investitori istituzionali (rispettivamente +16% e +21%).


La ricera evidenzia inoltre che il 70% delle imprese che redigono un documento di sostenibilità ha effettuato l’analisi di materialità, cioè l’analisi dei temi di sostenibilità rilevanti per l’azienda. Nella quasi totalità dei casi (96%), nel processo è stato coinvolto almeno un gruppo di stakeholder, soprattutto dipendenti (91%), fornitori (78%) e clienti B2B (72%). Risulta invece nettamente meno frequente il coinvolgimento di finanziatori (47%) e di investitori (38%). È opportuno sottolineare, tuttavia, come l’engagement dei due gruppi sia praticato in misura maggiore quando gli investitori istituzionali sono presenti nel capitale di rischio. L’83% delle imprese rendiconta almeno una tematica sociale all’interno del proprio documento di sostenibilità; la percentuale scende leggermente passando agli aspetti ambientali (78%) e di governance (74%).



Oltre a vantaggi di tipo reputazionale, le PMI ritengono di ottenere limitati benefici dalla rendicontazione non finanziaria in termini di acquisizione di nuovi clienti o di accesso privilegiato a finanziamenti e investimenti. Le imprese che hanno pubblicato il primo documento entro il 2018 mostrano un differenziale positivo e significativo in termini di accesso a nuove linee di credito (+15%) e miglioramento dei processi di pianificazione (+8,3%).


Le imprese che hanno maturato un’esperienza diretta nella rendicontazione di sostenibilità non percepiscono criticità rilevanti al riguardo, salvo la complessità della raccolta di informazioni sulla catena di fornitura. A tal proposito, può incidere negativamente la dipendenza delle PMI dalle informazioni messe a disposizione da fornitori e sub-fornitori di dimensioni analoghe o inferiori. Tra le possibili azioni volte a incentivare la rendicontazione ESG, è particolarmente apprezzata l’offerta di un accesso preferenziale a fondi e finanziamenti dedicati alle imprese che redigono un documento di sostenibilità.



Tra le 59 imprese che non hanno intrapreso un percorso di rendicontazione di sostenibilità, 18 dichiarano di aver avviato una valutazione in tal senso. Tra le motivazioni alla base, prevale la ricerca di una maggiore attrattività nei confronti dei clienti, seguita dal miglioramento delle performance socio-ambientali e da spinte reputazionali e valoriali. Il principale ostacolo percepito all’avvio del percorso di rendicontazione appare la carenza di competenze specifiche interne all’azienda in materia di reporting di sostenibilità; il dato assume una rilevanza maggiore (+15%) rispetto alla percezione delle imprese che hanno maturato un’esperienza diretta pubblicando una reportistica ESG.


“Le PMI sono attori chiave per realizzare una transizione ecologica giusta e inclusiva. Per accompagnarle in un percorso di decarbonizzazione efficace e basato su dati scientifici, gli operatori finanziari possono dare un contributo rilevante – dice Francesco Bicciato, segretario generale del Forum – È necessario però che le imprese si impegnino sempre di più nel rendere pubbliche informazioni su pratiche e risultati di sostenibilità, per permettere agli investitori di allineare le proprie decisioni a quelle delle imprese nell’ottica dello sviluppo sostenibile”.


“L’indagine evidenzia un duplice aspetto: per chi già rendiconta, è necessario passare da una logica ex-post di rendicontazione e comunicazione delle attività a una ex-ante, che integra la sostenibilità nella strategia aziendale come fondamento per la definizione di obiettivi e tempi di realizzazione – commenta Alfonso Del Giudice, Professore ordinario di Finanza aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore scientifico del Master in Finanza sostenibile di ALTIS Università Cattolica – Per chi non rendiconta, è fondamentale prendere coscienza del beneficio sia economico che reputazionale derivante dall’essere in grado di comunicare al meglio la sostenibilità del business. In questo modo, la rendicontazione non finanziaria viene percepita non come mera formalità, ma come uno strumento strategico per lo sviluppo del business”.


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