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Martedì 21 settembre 2021 - 10:18

Pratiche agricole idrovore: a rischio ecosistema lago di Idro

Interrogazione M5s alla Provincia Autonoma di Trento

Pratiche agricole idrovore: a rischio ecosistema lago di Idro
Milano, 21 set. (askanews) – Le pratiche di coltivazione obsolete a massiccio consumo di acqua, insieme alla cessione alla Lombardia da parte del Trentino delle acque del fiume Chiese, mettono a rischio l’ecosistema del lago d’Idro: è la denuncia sottesa all’interrogazione presentata da Alex Marini, consigliere M5s, al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. In queste prime settimane di settembre il livello del lago d’Idro è repentinamente calato di circa un metro e mezzo rispetto ad agosto per effetto dell’uso agricolo con la tecnica -già criticata in diversi contesti- dell’irrigazione per inondazione. Conseguenza diretta dell’abbassamento delle acque è la messa in crisi del biotopo del lago d’Idro, denuncia Marini. Che aggiunge: “È una situazione nella quale il Trentino non è immune da colpe, visto e considerato che ha dato il suo placet alla svendita dell’acqua del fiume Chiese, principale immissario dell’Eridio”. Con una delibera del giugno del 2021 la PaT ha infatti ceduto alla Lombardia dai 12 ai 16 milioni di metri cubi d’acqua potabile afferente al bacino idrografico del Chiese in cambio di poco meno di un milione di euro, cifra destinata poi ad un intervento di sistemazione stradale.


I biotopo del Lago d’Idro, sito di interesse comunitario, viene sottolineato nell’interrogazione, è un sito di eccezionale importanza a causa della vegetazione lacustre sulle rive del lago e delle vaste paludi sviluppate sul fondo di una vallecola che si immette nel lago stesso; ambiente unico nel suo genere, con associazioni vegetali sempre più rare, e siti di nidificazione e sosta di specie di uccelli protette. Vi trovano rifugio lo Svasso maggiore, ma anche Folaghe, Gallinelle reali, Porciglioni, Tarabusini, Nitticore,Aironi cenerini, Martin pescatori, Usignoli di fiume, e molti altri uccelli di canna e molti altri. E’ anche un asset turistico su cui sono stati sviluppati diversi progetti, anche loro però messi in pericolo dal consumo d’acqua. Tra le altre segnalazioni, nella sua interrogazione, Marini evidenzia proprio iche ” il repentino abbassamento potrebbe pregiudicare le azioni che l’amministrazione provinciale dovrebbe mettere in campo per avviare il progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale”.



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