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Martedì 3 agosto 2021 - 14:23

Hackeraggio Lazio, Cnr: sistemi più vulnerabili con smart working

Servono maggiori investimenti, cyber altra faccia transizione digitale

Hackeraggio Lazio, Cnr: sistemi più vulnerabili con smart working
Roma, 3 ago. (askanews) – “L’attacco alla regione Lazio fa risaltare una serie di dati noti. La diffusione dello smart working (che e’ stata fondamentale per rendere resiliente il Sistema paese) rende anche piu’ vulnerabili i sistemi informatici, in quanto si compie un accesso da una serie di computer e devices piu’ deboli e inseriti in un contesto meno difendibile, quello familiare, con molti devices non protetti”.


Lo dichiara, intervenendo sull’attacco hacker alla Regione Lazio, Fabio Martinelli, dirigente di ricerca dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr e co-referente per l’area progettuale in cyber security.



“Il dato di fatto è che i sistemi informativi della pubblica amministrazione in generale sono vulnerabili ad attacchi informatici di vario tipo come ha evidenziato una recente ricerca”, prosegue Martinelli, descrivendo uno scenario, “il cyber crime as a service (crimine informatico come servizio)”, in cui “anche persone con limitata competenza possono acquisire strumenti per attaccare terze parti (e quindi le motivazione dell’attacco possono andare da quelle economiche a quelle politiche)”.


In Italia, “le attivita’ in cybersecurity sono in rapida crescita con un notevole impegno del sistema governativo, industriale della formazione e della ricerca. A livello governativo e’ in dirittura d’arrivo l’iter per l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), che l’Italia attendeva da tempo. Anche il CNR con i suoi istituti e con il Laboratorio Virtuale in Cybersecurity contribuisce alle attivita’ di ricerca ed innovazione, partecipando a vari progetti di ricerca Europei come ad esempio il centro di competenza Europeo SPARTA oppure Cyber4.0 a livello italiano, giusto per citarne alcuni che mettono insieme competenze pubbliche e private”.



“Ma e’ del tutto evidente – conclude Martinelli – per il ruolo che la trasformazione digitale sta avendo ed avra’ che la cyber security debba ricevere maggiori investimenti, come la Presidente delle Commissione europea ha recentemente evidenziato, descrivendo la cyber security come l’altra faccia della medaglia della transizione digitale”.




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