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Venerdì 18 giugno 2021 - 15:00

Lazio, Bankitalia: meno posti di lavoro e più reddito cittadinanza

Persi posti a tempo determinato e più famiglie chiedono aiuti

Roma, 18 giu. (askanews) – Nel Lazio con la crisi Covid “l’occupazione è significativamente diminuita dopo due anni di stagnazione” e il calo “ha riguardato i dipendenti a tempo determinato e gli autonomi”, laddove l’impatto sul lavoro a tempo indeterminato è stato frenato principalmente dal blocco dei licenziamenti e dall’ampio ricorso alle misure d’integrazione salariale. Lo rileva la Banca d’Italia nel rapporto “L’economia del Lazio”, aggiungendo che il calo occupazionale è stato più pronunciato nei servizi, soprattutto nel comparto degli alberghi e della ristorazione, e ha interessato in misura maggiore i lavoratori più giovani e le donne.


Il peggioramento del mercato “ha scoraggiato la ricerca di un’occupazione” ed è così calata la quota di attivi, cioè oltre agli occupati anche le persone in cerca di una posizione lavorativa. Questo ha speculamente causato un calo dell tasso di disoccupazione (che tuttavia evidentemente non deriva da sviluppi positivi).



Secondo l’analisi di Bankitalia, il calo occupazionale ha avuto conseguenze negative sulle condizioni economiche delle famiglie e sulla disuguaglianza dei redditi. Il numero delle famiglie beneficiarie del Reddito o Pensione di cittadinanza è aumentato di un terzo rispetto al 2019, di più che in Italia.


Un’altra larga platea di famiglie ha avuto accesso al Reddito di emergenza, misura istituita durante la crisi sanitaria. L’incidenza del complesso delle due prestazioni sul numero delle famiglie residenti è invece al livello della media italiana.



Il Lazio, poi, non è esente dal fenomeno dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono programmi di formazione, i cosiddetti Neet. In Italia sono 3 milioni, pari al 25% circa del totale, nella Regione le cifre sono leggermente meno acute: 277 mila nella fascia di età 15-34 anni, pari al 22,8% del totale. Secondo lo studio le famiglie a maggiore rischio sui redditi sono quelle con posti di lavoro precari o quelle anche con posti a tempo indeterminato, ma con stati di crisi che prevedano meccanismi di integrazione al reddito.


La “pandemia”, intanto, ha indotto “un significativo calo dei consumi e un ampio incremento del risparmio delle famiglie”, prosegue Bankitalia. L’aumento ha riflesso sia le limitazioni agli acquisti di beni e servizi per la chiusura di attività non essenziali e il timore del contagio sia ragioni di ordine precauzionale. Alla crescita del risparmio si è associato un incremento della liquidità detenuta in strumenti a basso rischio, quali i depositi bancari e il risparmio postale. I prestiti alle famiglie hanno fortemente rallentato soprattutto per il credito al consumo che, sul finire dell’anno, ha ristagnato per la prima volta dal 2015.



Sempre nel Lazio, dice Bankitalia, il flusso dei nuovi mutui ha recuperato il calo registrato nella prima parte dell’anno, tornando a fornire un contributo positivo alla crescita dei finanziamenti nel secondo semestre, grazie a condizioni di finanziamento complessivamente migliorate.


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