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Giovedì 17 giugno 2021 - 13:38

Lombardia, Bankitalia: nel 2020 occupazione -1,7%, Cig 17 volte il 2019

Per i dipendenti a tempo determinato il calo è del 14,6%. Inattivi al 7,6%

Lombardia, Bankitalia: nel 2020 occupazione -1,7%, Cig 17 volte il 2019
Milano, 17 giu. (askanews) – In seguito alla crisi pandemica, nel 2020 in Lombardia il calo dell’occupazione è stato dell’1,7% (-2 in Italia), pari a circa 77.000 occupati in meno rispetto al 2019. I lavoratori autonomi e i dipendenti a tempo determinato sono diminuiti rispettivamente del 2,1 e del 14,6%; quelli a tempo indeterminato sono rimasti sostanzialmente stabili, anche grazie alle misure di tutela dell’occupazione introdotte dal Governo, tra cui la sospensione delle procedure di licenziamento e il potenziamento dei regimi di integrazione salariale. E’ quanto sottolinea il rapporto della Banca d’Italia “L’Economia della Lombardia”.


Nella media dell’anno il saldo tra assunzioni e cessazioni è stato negativo per quasi 22.000 posizioni lavorative e sono stati creati circa 94.000 posti di lavoro in meno rispetto al 2019.



Le ricadute dell’emergenza sul numero degli occupati sono state mitigate dall’eccezionale ricorso ai regimi di integrazione salariale. Nel complesso del 2020 le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni sono state oltre 17 volte quelle del 2019; a queste si sono aggiunte le ore dei Fondi di Integrazione Salariale e degli altri fondi di solidarietà, che hanno raggiunto il 35% delle ore totali autorizzate.


L’emergenza sanitaria ha reso difficoltose le azioni di ricerca attiva di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5%, dal 5,6 nel 2019 (dal 10% al 9,2 in Italia), per la forte diminuzione delle persone in cerca di occupazione (12,7%). Contestualmente, il tasso di attività si è ridotto dal 72,5 al 70,5%. La diminuzione delle persone in cerca di lavoro è stata accompagnata da un aumento degli inattivi (7,6%).



Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, tra il secondo e il quarto trimestre 2020, la quota di lavoratori dipendenti lombardi del settore non agricolo che ha lavorato almeno in parte da remoto è stata in media pari al 18,2% (1,8 nel periodo corrispondente del 2019), una quota superiore a quella nazionale (14,8%). L’utilizzo è stato ampio soprattutto nelle aziende di dimensione maggiore e nei servizi a elevato contenuto di conoscenza, ad alto potenziale di telelavorabilità. Hanno usufruito del lavoro da remoto soprattutto i dipendenti con un titolo di studio elevato (41,7% in Lombardia, 34,4 in Italia).




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