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Giovedì 10 giugno 2021 - 11:52

Patuanelli: lavoriamo per mettere insieme Nutrinform e Nutriscore

Battaglia si fa in Ue, in corso fitto dialogo con altri paesi

Patuanelli: lavoriamo per mettere insieme Nutrinform e Nutriscore
Roma, 10 giu. (askanews) – “E’ chiaro il sostegno al nostro sistema di etichettatura, il Nutrinform Bactery, ma credo che si debbano provare a mettere insieme i pregi comunicativi del Nutriscore e quelli informativi del Nutrinform. Su questo c’è un dialogo fitto con gli altri paesi, perché la battaglia si fa a livello internazionale”. Lo ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, intervenendo in Senato nella discussione sulle mozioni presentate a favore della tutela e della promozione dei prodotti agroalimentari italiani.


“In Europa, oltre ai paesi che già supportano la posizione italiana, è in corso un dialogo con Polonia, Slovenia, Croazia, ma anche Spagna e Francia. Sono dialoghi proficui e credo che la soluzione che troveremo andrà in questa direzione”, ha aggiunto il ministro.



Patuanelli ha ribadito che la posizione italiana resta quella di un netto “no al percorso che porta il cibo a diventare una commodity e quindi a perdere quella distintività che caratterizza il cibo italiano, e ci porta passo dopo passo verso la produzione di cibo sintetico. Tutti insieme in Europa diremo chiaramente che questo percorso vedrà sempre la contrarietà del nostro paese”.


Come già detto più volte, Patuanelli ha ribadito che il valore della dieta mediterranea “è messo in discussione da un sistema di etichettatura non informativo ma che vuole condizinae il mercato. Assegnare un colore al cibo è slegato dal reale valore nutrizionale del prodotto. E’ fondamentare – riconosce il ministro – cogliere il valore comunicativo del semaforo, ma quella percezione deve essere frutto di un algoritmo che calcola in modo reale qual è la portata nutrizinale legata alla porzione di cibo che viene consumata”.



Patuanelli ha quindi concluso il proprio intervento sottolineando: “credo non si debba entrare nelle abitudini alimentari dei singoli, ma credo che il vino sia vino, la carne sia carne, il latte sia latte e la confusione comunicativa non aiuta il consumatore nella scelta alimentare. Penso che almeno un ragionamento su Dop Doc e Igp vada fatto in modo chiaro. Sono contento di vedere l’intero Parlamento che riconosce il valore delle produzioni italiane”.




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