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Lunedì 3 maggio 2021 - 21:39

Elica, sindacati: ritirare piano di delocalizzazione ed esuberi

Fim, Fiom e Uilm: salvaguardare i 408 lavoratori nelle Marche
Elica, sindacati: ritirare piano di delocalizzazione ed esuberi

Roma, 3 mag. (askanews) – Il gruppo Elica deve ritirare il piano di delocalizzazione e di esuberi. Lo affermano Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm dopo un incontro al ministero dello sviluppo economico, dove “hanno confermato la ferma contrarietà al piano di ristrutturazione” presentato dalla società marchigiana.

“È inaccettabile – dicono i sindacati – pensare di recuperare redditività tagliando 408 dipendenti e trasferendo gran parte delle produzioni nello stabilimento di Jelcz-Laskowice in Polonia. Una scelta che non condividiamo in nessun modo. Il gruppo già 10 anni fa aveva operato una ristrutturazione del sito con la riduzione dell’organico, con la medesima motivazione posta oggi al tavolo: ridurre i costi per aumentare le marginalità”.

In questo decennio “abbiamo registrato, nonostante i continui solleciti del sindacato, scarsi investimenti su macchinari e sulle persone da parte del gruppo, con la beffa che una parte dei 35 milioni investiti in ricerca e sviluppo hanno sostenuto prodotti che si fanno da anni in Polonia”.

“Accogliamo con favore – aggiungono Fim, Fiom e Uilm – la disponibilità della viceministra Alessandra Todde di tenere aperto il tavolo ministeriale per trovare risposte diverse da quelle previste dal piano circa gli attuali occupati. Si devono trovare soluzioni per salvaguardare i 408 occupati e per preservare il Made in Italy”.

Il piano industriale di Elica “si basa sul presupposto della incapacità di fare produzione in modo profittevole nel settore del cooking, un presupposto peraltro sconfessato dalla recente ripresa produttiva di illustri concorrenti e che rappresenta più una resa che un progetto di riorganizzazione”.

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