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Lunedì 3 maggio 2021 - 19:00

Auto, Unrae: a rischio 300mila immatricolazioni senza incentivi

Crisci: "Trascurati da Pnrr, trovare presto altri strumenti"
Auto, Unrae: a rischio 300mila immatricolazioni senza incentivi

Milano, 3 mag. (askanews) – Ad aprile continua il trend discendente del mercato dell’auto in Italia, sui cui numeri, nota l’Unrae, hanno ancora “scarsissimo” peso le vendite dei veicoli elettrici nonostante il loro costante aumento. Nel mese appena trascorso le immatricolazioni sono state 145.033 (-17,1% su aprile 2019), mentre nel primo quadrimestre sono andate perse oltre 120.000 vetture, con 592.181 unità immatricolate, in calo del 16,9% sul 2019.

L’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, stima che in assenza di rifinanziamento degli incentivi, nel prosieguo dell’anno, potrebbero essere a rischio ben oltre 300.000 immatricolazioni.

In circa 3 mesi e mezzo, i fondi stanziati hanno consentito la rottamazione di 185.000 vecchie auto, per il 95% sostituite con nuove vetture della fascia 61-135 g/km più sicure e pulite, risparmiando all’ambiente circa 115 mila tonnellate di CO2 l’anno e consentendo un’aggiuntività di introiti IVA e IPT per l’erario di circa 160 milioni di euro.

“Il Pnrr del Governo – ha commentato il presidente dell’Unrae Michele Crisci – sembra aver trascurato il settore dell’auto, uno dei principali mercati d’Europa per volumi che rappresenta pure una componente importante della transizione ecologica del Paese. E’ importante, perciò, che vengano presto trovati altri strumenti normativi per rendere strutturali gli Ecobonus per le vetture ‘green’ con emissioni fino a 60 g/km CO2”. “Nel breve periodo, invece – ha aggiunto Crisci – è urgente il rifinanziamento degli incentivi per le vetture della fascia 61-135 g/km di CO2 che finora, sempre nell’ottica della sostenibilità, hanno dato il contributo più rilevante”.

Il Presidente dell’Unrae ribadisce infine “l’urgenza di rimediare alla ulteriore forte penalizzazione di cui sono oggetto in Italia le auto aziendali in fringe benefit perché, a causa del mancato adeguamento della tassazione ai nuovi valori di emissione WLTP, sia i dipendenti sia le aziende che concedono il benefit pagano un’imposta maggiore in quanto ancora calcolata su valori di emissione non aggiornati (NEDC correlato)”.

L’analisi della struttura del mercato del mese di aprile, anche in questo caso confrontata con il 2019, mostra un rallentamento dei privati che perdono l’8,1% delle immatricolazioni, per l’affievolirsi del contributo degli incentivi, con una quota che nel mese copre il 59,6% del totale rispetto al 63,3% del primo quadrimestre (entrambi comunque in netta crescita rispetto al 2019). In aprile, con 13.000 unità, le autoimmatricolazioni vedono scendere ulteriormente la loro penetrazione, all’8,9% del totale (10% nel primo quadrimestre).

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