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Lunedì 15 febbraio 2021 - 23:06

All’Eurogruppo comincia la discussione sulle imprese da NON salvare

Gentiloni: "Non sarà facile distinguere quelle insostenibili"
All’Eurogruppo comincia la discussione sulle imprese da NON salvare

Bruxelles, 15 feb. (askanews) – L’Eurogruppo riunito questo pomeriggio in videoconferenza ha iniziato a discutere come ricalibrare le politiche di sostegno pubblico alle aziende, che finora hanno assorbito in parte lo shock della pandemia di Covid-19, evitando insolvenze e fallimenti. Bisogna cominciare a prospettare misure che distinguano fra le imprese economicamente sostenibili, che erano sane prima della pandemia ma ne hanno sofferto l’impatto, e alle quali dunque è giusto continuare a fornire sostegno pubblico, e le imprese non sostenibili, per le quali bisognerà pensare invece all’uscita dal mercato in modo ordinato.

Ma bisogna farlo con cautela: si tratta di una distinzione molto difficile da fare, in particolare nei settori (come turismo, alberghiero, ristorazione) che sono stati più duramente colpiti; e senza perdere di vista il fatto che si parla di persone che perderanno il lavoro. Questa è, in sostanza la conclusione a cui sono giunti i ministri, secondo quanto hanno riferito stasera, nella videoconferenza stampa al termine della riunione, il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, e il presidente dell’Eurogruppo Pascal Donohoe.

“Abbiamo parlato della questione della solvibilità delle imprese, riconoscendo il fatto che le iniziative che abbiamo preso” nell’Eurozona e nell’Ue “hanno avuto successo nel ridurre il rischio di bancarotta e insolvenza delle aziende. E questi rischi c’erano: la nota che abbiamo distribuito ai ministri – ha detto Gentiloni – mostra che se non ci fossero state le misure di sostegno pubblico, o nuovi prestiti, il 23% delle imprese dell’Ue avrebbero sofferto di problemi di liquidità (‘liquidity distress’ ndr) dopo aver esaurito le proprie riserve di capitale”.

“Ma la percentuale delle aziende che hanno problemi di liquidità – ha precisato il commissario – varia significativamente fra i diversi settori: dall’8% di tutte le società del settore dei computer e dell’elettronica, al 75% per settore alberghiero e della ristorazione”.

“Insomma – ha continuato Gentiloni -, grazie ai regimi di garanzie pubbliche e alle moratorie sui debiti, e anche ad altri strumenti comuni come il meccanismo europeo Sure (per il sostegno ai sistemi di cassa integrazione, ndr), questi rischi sono rimasti bassi. Ma – ha sottolineato – dobbiamo evitare un forte aumento delle insolvenze in futuro, e sarà cruciale gestire molto attentamente il ritiro delle misure di sostegno pubblico”.

“Innanzitutto – ha spiegato il commissario – bisognerà muoversi gradualmente, dall’attuale approccio indifferenziato ad azioni più mirate, con la distinzione che non sarà facile da fare tra le società che consideriamo non economicamente sostenibili (‘non viable’, ndr) e quelle che consideriamo sostenibili”. E in alcuni settori – ha avvertito Gentiloni – questa definizione non sarà facile”.

In secondo luogo, bisognerà “facilitare una diversificazione del finanziamento di queste imprese, e preservare un canale di credito efficace specialmente per le più piccole”. E infine, bisognerà “organizzare per le imprese non sostenibili un’uscita ordinata” dal mercato “assicurando procedura di insolvenza solide”.

“Insomma – ha sintetizzato Gentiloni – dovremmo prendere le giuste decisioni per affrontare in modo decisivo le sfide della insolvenza delle imprese nei prossimi mesi e anni, tenendo ben presenti le implicazioni sociali delle nostre decisioni. Abbiamo a che fare – ha ricordato – con posti di lavoro, lavoratori, persone, non con entità astratte”.

“Non è facile fare questa distinzione – ha insistito il commissario – con questo livello di incertezza, e con alcuni settori della nostra economia così fortemente colpiti. Quindi – ha concluso – dobbiamo lavorare con cautela e gradualità”.

“Le misure che sono state predisposte dall’Eurogruppo e dall’Ue – ha ricordato da parte sua Donohoe, collegato da Dublino – hanno già svolto un ruolo molto importante e molto positivo nel ridurre le difficoltà finanziarie dal momento in cui è cominciata la crisi, e abbiamo visto disoccupazione e tensioni finanziarie che sono state limitate da quelle misure”.

“Penso – ha proseguito il presidente dell’Eurogruppo – che questo sia stato molto importante e positivo per aiutare la società ad affrontare la pandemia nel 2020, e quando guardiamo alla fine del 2021 e al 2022, dobbiamo riconoscere le sfide che potremo dover affrontare nell’Unione Europea e nell’Eurozona riguardo all’insolvenza delle imprese e ai crediti deteriorati, e riconoscere che questo influenzerà le misure di sostegno e le decisioni di bilancio che prenderemo”.

“Il modo in cui incoraggeremo la crescita dell’occupazione e dell’economia nell’Eurozona è un elemento vitale alla base di una ripresa sostenibile; e perciò le questioni della solvibilità delle imprese e dei crediti deteriorati saranno veramente degli indicatori importanti per capire quali decisioni di sostegno economico prenderemo mentre ci avviciniamo all’estate, e poi il giusto livello di sostegno economico per l’anno 2022”, ha concluso Donohoe.

Loc/Voz

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