Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Bce, privacy tema più gettonato in consultazione su euro digitale

colonna Sinistra
Mercoledì 13 gennaio 2021 - 12:55

Bce, privacy tema più gettonato in consultazione su euro digitale

Procedura chiusa ieri con oltre 8.000 risposte
Bce, privacy tema più gettonato in consultazione su euro digitale

Roma, 13 gen. (askanews) – La consultazione pubblica avviata dalla Bce sulla creazione di un euro digitale si è conclusa ieri con la partecipazione di 8.221 tra cittadini, imprese e associazioni che hanno risposto al questionario online. Lo ha riferito la stessa istituzione monetaria, rilevando con un comunicato che si tratta di un numero da record per questo genere di consultazioni. L’area euro conta complessivamente 340 milioni di abitanti.

Ora i risultati della consultazioni verranno analizzati nei dettagli, ma la Bce ha già riferito che una valutazione preliminare mostra che in Cina alle richieste dei partecipanti vi sono la privacy (citata nel 41% delle riposte), la sicurezza (17%) e la portata pan europea (10%).

“L’alto numero di partecipazione mostra il grande interesse che circonda l’euro digitale”, ha commentato Fabio Panetta, l’italiano che siede nel Comitato esecutivo della Bce e che ha la delega sulla task force per l’euro digitale. “Il parere dei cittadini, delle imprese e di tutte le parti interessate è della massima importanza quando valutiamo come un euro digitale potrebbe servire al meglio”.

Proprio questa task force, ricorda la Bce, ha individuato i possibili scenari che richiederebbero l’adozione di un euro digitale: un aumento della domanda di pagamenti elettronici tramite strumenti senza rischi, un calo significativo dell’uso del contate, il lancio di strumenti privati di pagamento elettronici che potrebbero creare rischi sulla stabilità finanziaria e la tutela dei consumatori e la creazione di valute digitali da parte di altre banche centrali.

Di fatto i preparativi per un euro digitale hanno ricevuto una sferzata dalla crisi pandemica, da un lato perché la stessa emergenza sanitaria ha creato nuove possibili motivazioni per i pagamenti “cashless” (evitando così i contagi da scambio di banconote e monete) dall’altro perché apparentemente le autorità europee e la Bce sembrano essersi accorte che altre giurisdizioni stanno procedendo in tal senso, in particolare la Cina, e del rischio che la sovranità monetaria dell’area possa averne ricadute, così come per iniziative analoghe di terze parti del settore privato tra i giganti digitali.

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su