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Martedì 22 dicembre 2020 - 01:30

Dal carcere ai negozi Leroy Merlin con (Ri)generiamo

Collezione di accessori tessili realizzati dalle detenute
Dal carcere ai negozi Leroy Merlin con (Ri)generiamo

Milano, 22 dic. (askanews) – A pochi mesi dalla sua fondazione, prosegue il percorso di (Ri)generiamo nella creazione di nuove economie per rigenerare persone, prodotti e perimetri. L’impresa benefit, nata a luglio 2020 dalla collaborazione di Leroy Merlin con la Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco, l’Associazione Bricolage del Cuore, l’impresa sociale ConVoi Lavoro e la Cooperativa Liberitutti rafforza il proprio impegno a favore dell’inclusione nel mondo del lavoro grazie a una nuova collaborazione con Made in Carcere. Il brand, fondato nel 2006 da Luciana Delle Donne attraverso la cooperativa sociale Officina Creativa, è al centro di un progetto che offre alle donne detenute l’opportunità di svolgere attività formative, con l’obiettivo di contribuire al loro reinserimento nella società civile e nel mondo lavorativo. Le donne coinvolte, infatti, hanno l’opportunità di imparare una professione come quella della sartoria, in particolare confezionando borse, braccialetti e altri oggetti, scoprendo un’alternativa alla vita precedente.

La collaborazione vede protagoniste 30 persone, tra cui alcune detenute che lavorano nei laboratori sartoriali delle carceri di Lecce, Trani, Matera e donne che vivono in forme di detenzione attenuata nei quartieri periferici di L’Aquila, Taranto, Bari e Lecce. Da loro lavoro è nata una collezione di accessori tessili, tra cui grembiuli e presine, realizzati con tessuti di scarto certificati e in vendita in tutti i 49 punti vendita Leroy Merlin sul territorio italiano.

L’iniziativa si inserisce nella rete di sartorie sociali attivata nell’ambito del progetto GenerAtelier di (Ri)generiamo, che ha come obiettivo la creazione di prodotti etici a filiera trasparente dalla fibra al punto vendita. Il progetto, avviato con una prima collezione di mascherine realizzata in collaborazione con la cooperativa Liberitutti e destinata a essere replicata nei prossimi mesi, ha già in cantiere per il 2021 una produzione di shopper e fodere di cuscini realizzate con gli scarti di tessuto e destinate alla vendita negli store Leroy Merlin.

Attraverso queste iniziative, (RI)GENERIAMO conferma il proprio purpose di promuovere un’economia che valorizzi, in un’ottica imprenditoriale, le persone nella loro diversità e le renda protagoniste nell’attuale sistema di mercato, riconoscendo valore ai prodotti da loro realizzati e generando nuovi perimetri. Il negozio, secondo questa strategia, si trasforma in punto di raccordo che crea relazioni tra le persone e che include le persone più fragili, in un’ottica di economia civile capace di produrre valore economico e sociale.

“(Ri)generiamo è nata per dimostrare come sia possibile fare business in modo differente dai modelli tradizionali, creando inclusione tra le persone e realizzando prodotti che abbiano un valore sociale importante, attraverso i quali coinvolgere e rendere partecipi i nostri clienti – ha dichiarato Mauro Carchidio, Direttore Immobiliare e Sviluppo Sostenibile di Leroy Merlin Italia e Presidente di (Ri)generiamo – la collaborazione con Made in Carcere si inserisce perfettamente in questo nostro percorso perché valorizza il lavoro, la creatività e la professionalità di persone che altrimenti sarebbero ai margini della società. Ogni prodotto che fa parte di questa collezione, a suo modo, racconta la storia di chi l’ha creato e confezionato. Made in Carcere è uno splendido esempio di generatività, il principio da cui nasce l’esperienza di (Ri)generiamo, e speriamo che questa collaborazione sia solo la prima di una lunga serie”.

“In questi momenti di forte tensione e preoccupazione – ha dichiarato Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa – è stato un vero miracolo aver incontrato sulla nostra strada una realtà come Leroy Merlin. Questa collaborazione è una grande opportunità perché ci permette di offrire lavoro vero a oltre 30 risorse sparse nelle carceri e nelle sartorie sociali di periferia dislocate tra Puglia e Basilicata e realizzare accessori per la vita di ogni giorno, utilizzando materia prima recuperata e che altrimenti sarebbe andata al macero. Con Made in Carcere cerchiamo di costruire competenze e professionalità attraverso il lavoro vero, apprezzando la bellezza e la creatività. L’esperienza ancora più interessante è quella di aver condiviso questa esperienza di lavoro con (RI)GENERIAMO, che ha consentito di creare una bellissima catena di solidarietà e sostenibilità tra realtà diverse. Un vero e proprio modello di economia rigenerativa”.

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