La Bce avanti sull’euro digitale, consultazione pubblica il 12 ottobre

La fase di sperimentazione avrà inizio parallelamente

OTT 2, 2020 -

Roma, 2 ott. (askanews) – La Banca centrale europea intensifica le attività per un euro digitale. L’Istituto di Francoforte ha pubblicato un rapporto approfondito sulla possibile emissione di un euro digitale, redatto dalla task force ad alto livello dell’Eurosistema sulla moneta digitale di banca centrale (High-Level Task Force on Central Bank Digital Currency, Hltf-Cbdc) e approvato dal Consiglio direttivo. L’Eurosistema avvierà una consultazione pubblica il 12 ottobre prossimo. La fase di sperimentazione avrà inizio parallelamente, senza pregiudicare la decisione finale.

Con un euro digitale si introdurrebbe una moneta di banca centrale in forma elettronica a cui tutti i cittadini e le imprese avrebbero accesso per effettuare pagamenti giornalieri in modo rapido, semplice e sicuro, come con le banconote ma in forma digitale. L’euro digitale si affiancherebbe al contante, senza sostituirlo. L’Eurosistema continuerà a emettere contante in ogni caso.

“L’euro appartiene ai cittadini europei e la nostra missione è esserne i custodi”, ha dichiarato la presidente della Bce Christine Lagarde. “I cittadini europei stanno ricorrendo sempre di più alla tecnologia digitale nei loro comportamenti di spesa, risparmio e investimento. Il nostro ruolo è mantenere la fiducia nella moneta, assicurando anche che l’euro sia pronto ad affrontare l’era digitale. Dovremmo essere preparati all’emissione di un euro digitale qualora ce ne fosse bisogno”.

La task force dell’Eurosistema, composta dagli esperti della Bce e delle 19 banche centrali nazionali dell’area dell’euro, ha individuato i possibili scenari nei quali si renderebbe necessaria l’emissione di un euro digitale. Tali scenari ipotizzano un aumento della domanda di pagamenti elettronici nell’area dell’euro che richiederebbe l’adozione di un mezzo di pagamento digitale europeo privo di rischi; un calo significativo dell’uso del contante come mezzo di pagamento nell’area dell’euro; l’introduzione di mezzi di pagamento privati di portata mondiale che potrebbero generare problematiche regolamentari nonché porre rischi per la stabilità finanziaria e la tutela dei consumatori; un’ampia diffusione di monete digitali emesse da banche centrali estere.

“La tecnologia e l’innovazione stanno cambiando il modo in cui consumiamo, lavoriamo e interagiamo con gli altri”, ha detto Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea e presidente della task force. “L’introduzione di un euro digitale sosterrebbe la spinta dell’Europa verso la continua innovazione, contribuendo inoltre alla sua sovranità finanziaria e al rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro”.

Una moneta unica digitale preserverebbe il bene pubblico che l’euro costituisce per i cittadini, ossia il libero accesso a un mezzo di pagamento semplice, universalmente accettato, privo di rischi e affidabile. Ciò pone anche delle sfide, che l’Eurosistema può affrontare adottando strategie appropriate nella progettazione dell’euro digitale.

Il Consiglio direttivo non ha ancora assunto una decisione in merito all’eventuale introduzione di un euro digitale.

L’Eurosistema si confronterà ampiamente con i cittadini, il mondo accademico, il settore finanziario e le autorità pubbliche per valutare le loro esigenze e considerare nel dettaglio i vantaggi e le sfide che essi si attendono dall’emissione di una moneta unica digitale.

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